Antonio Benfatti, 37 anni nell'Arma

Si conclude un'esperienza umana e professionale intensa nell'Arma dei Carabinieri

A cura di Redazione Redazione
29 settembre 2026 16:41
Antonio Benfatti, 37 anni nell'Arma -
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Ben 37 anni con gli alamari cuciti addosso, vissuti tra scenari internazionali complessi, missioni umanitarie, sedi diplomatiche e l’impegno quotidiano nei territori più caldi della Sicilia. Il cav. Antonio Benfatti lascia il servizio attivo nell’Arma dei Carabinieri, chiudendo una carriera esemplare che rappresenta un condensato autentico di dedizione allo Stato, spirito di sacrificio e profonda umanità.

​Il lungo percorso di Benfatti affonda le sue radici nei dodici anni trascorsi presso il 1° Reggimento Piemonte di Moncalieri. Un periodo intenso, scandito da missioni cruciali oltre confine: dalla missione umanitaria "Pellicano" in un’Albania prostrata dalla crisi, agli interventi di peacekeeping nei Balcani, tra le macerie e le ferite ancora aperte di Sarajevo e Mostar. All'esperienza operativa segue quella di rappresentanza e sicurezza internazionale: per quattro anni presta servizio presso la sede diplomatica italiana in Marocco, con il delicato incarico di garantire la tutela e l’incolumità del personale della legazione.

Il rientro in patria lo conduce in Sicilia, prima con un biennio a Palma di Montechiaro e poi, nel 2008, con l’approdo a Gela, città a cui legherà in maniera indissolubile il suo nome e la sua professionalità. A Gela il Cavaliere Benfatti diventa rapidamente una figura di riferimento per la cittadinanza. Per otto anni, in sella alle moto dell’Arma, guida con i colleghi un’opera quotidiana e capillare che segna una vera e propria svolta culturale: con fermezza, costanza e persuasione, i motociclisti dei Carabinieri riescono nell’impresa di far radicare l’uso sistematico del casco tra i gelesi, tutelando la vita di centinaia di giovani.

Nel suo percorso operativo a supporto della giustizia locale spicca anche la partecipazione all’operazione che ha portato all’arresto del responsabile della tragica strage di Butera, in cui furono barbaramente assassinati padre, madre e il figlio dodicenne: una delle pagine più dolorose della cronaca del comprensorio, affrontata con rigore investigativo e tempestività la quale gli valse un Encomio Solenne.
​I meriti civili e militari gli valgono, nel 2016, la prestigiosa nomina e massima Onorificenza Italiana di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferita dal Presidente Sergio Mattarella.

Un’onorificenza che Benfatti non ha mai vissuto come un semplice titolo, bensì come un rinnovato impegno verso il prossimo. Negli anni ha affiancato al servizio in divisa un'intensa attività filantropica che dura da trentadue anni con i Lions, dove a Gela è stato il fondatore di due Specialty Clubs - Gela Ambiente Territorio Cultura - e successivamente il primo club CHAMPIONS in supporto delle attività di Special Olympics, con il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM) e all’interno dell’Unione Insigniti al Merito della Repubblica Italiana (UIR), dove ricopre un incarico a livello nazionale dedicato alla solidarietà sociale.

Un servitore dello Stato di rara tempra: la comunità gelese saluta un militare che ha saputo incarnare la legge con autorevolezza e vicinanza umana. Antonio Benfatti, chiusa questa importante parentesi di vita, sottolinea la stima delle istituzioni, l'affetto dei colleghi e il ringraziamento caloroso di un territorio che non dimenticherà il suo operato.

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