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Controlli anti assembramento in città, l’impegno dell’Associazione nazionale carabinieri

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La scelta di dedicare la propria vita alla sicurezza della comunità, una scelta che non ha mai momenti di sosta o riposo. Così il gruppo dei volontari dell’Associazione nazionale carabinieri, presieduto dal maresciallo Basilio Meula, si è subito messo a disposizione della città nei controlli anti assembramento voluti dall’amministrazione comunale alla ripresa di alcune attività essenziali. Con il ritorno alla “zona arancione” infatti ripartono diversi settori nevralgici per il tessuto socio-economico locale ed è importante far rispettare il distanziamento specie davanti le scuole. Così i volontari dell’Anc di Gela già da lunedì si trovano agli ingressi della scuola “Luigi Capuana” di via Palazzi diretta da Agata Gueli e alla scuola “Enrico Solito” di via Berchet, quest’ultima guidata da Baldassare Aquila.

Un supporto organizzativo per garantire il controllo del territorio e vigilare su eventuali forme di assembramento agli ingressi degli edifici scolastici. L’Anc gelese, intitolata alla memoria del maresciallo Sebastiano D’Immè e presieduta dal maresciallo Domenico Resciniti, già da diversi anni è attiva in città proponendo iniziative sociali, solidali e di sensibilizzazione intorno ai temi della legalità. Un importante contributo che arriva anche in questa difficile fase di crisi, in cui si tenta di ripartire dopo un mese di gennaio molto difficile sia a livello sanitario che economico e sociale. Ma oltre ogni controllo, sicuramente fondamentale, sarà sempre il buon senso dei cittadini a fare la differenza. In un senso o nell’altro.

(Nella foto, due volontari dell’Anc di Gela insieme alla dirigente della “Capuana” Agata Gueli)

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A rischio la psichiatria di Caltanissetta: richiamato in servizio medico in pensione

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Il paradosso è che i malati di mente aumentano, i medici non ci sono e per mantenere il reparto attivo torna al lavoro un medico in pensione. Le contraddizioni siciliane e le carenze organizzative sono racchiuse in questa situazione pirandelliana, dove la precarietà la fa da padrone e a fare i conti con i disservizi sono i pazienti e le famiglie. E’ allarme servizi di psichiatria mentre i malati di mente vagano per strada senza mèta. Prima il reparto di diagnosi e cura di Gela, chiuso per mancanza di personale specializzato e adesso rischia di chiudere anche quello di Caltanissetta. Sulla carta ci sarebbero 30 posti letto fra Gela e Caltanissetta: di fatto i 15 di Caltanissetta hanno rischiato seriamente di chiudere per carenza di medici. Al Sant’Elia ce ne sono in servizio tre. Una dei tre non è in servizio attivo perché è in gravidanza; un’altra in malattia temporanea. Ne resta solo uno ma un solo medico non può coprire i turno ed è stato richiamato al lavoro lo psichiatra di Gela Franco Lauria che dopo il pensionamento, da qualche mese si occupa degli ambulatori di psichiatria di Gela, Niscemi, Butera e Riesi. A Riesi confluiscono anche i pazienti di Delia e Sommatino. In questi giorni l’allarme è diventato concreto all’Spdc di Caltanissetta, dove si è verificata l’improvvisa assenza dei due medici e l’impossibilità di reperire personale specializzato. Da qui il richiamo in servizio del medico in pensione che non ha voluto lasciare scoperti neppure i servizi ambulatoriali dove le visite sono iniziate da mesi. “Per il momento sono stato destinato all’ospedale di Caltanissetta per tutta la settimana – spiega Lauria – nella speranza che il medico in malattia possa tornare lunedì”. Il problema diventerebbe importante qualora la psichiatra non dovesse tornare in servizio lunedì. L’ultimo caso di Tso che da Gela è stato trattato al reparto di Caltanissetta ha riguardato il giovane che ha investito tre auto in via Crispi, in preda ad una crisi.

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Niente acqua oggi a Niscemi

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Siciliacqua ha comunicato che causa di guasto lungo l’adduttore denominato Fegotto la distribuzione in programma per oggi nel comune di Niscemi subirà un ritardo di 24 ore e riprenderà, dunque, domani sera.

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Pericolo incendi alla macchia mediterranea: «L’amministrazione intervenga» 

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Arriva il caldo e torna il pericolo incendi. Nei giorni scorsi ha preso fuoco un tratto della macchia mediterranea nei pressi del lungomare: è il comitato di quartiere di Ospizio marino a segnalare la necessità di intervenire sull’erba incolta, per preservare roghi ben più gravi di quello già registrato e tutelare sia la bellezza del litorale che l’incolumità pubblica.

«Abbiamo anche inviato delle pec all’amministrazione comunale – dice Emanuele Sacco, in rappresentanza del comitato di quartiere –, bisogna provvedere al più presto per evitare guai peggiori. Come comitato di quartiere, assicuriamo all’amministrazione la nostra collaborazione per qualsiasi iniziativa volta a preservare la bellezza del nostro territorio».

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