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Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

Di Stefano: “il settore dello sviluppo economico come incubatore di occupazione”

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Il rischio di inciampare nel linguaggio politichese della retorica vanificando il tema, quando si parla del tema del lavoro è dietro l’angolo, ma questo tempo impone una riflessione che non posso esimermi dal fare.
Nell’ultimo studio condotto dagli analisti del settore, la Sicilia unitamente ad altre 4 Regioni, risulta essere la Regione con il più basso tasso di occupazione, la sempre eterna maglia nera del primato della disoccupazione purtroppo.
Il tema che nel tempo è stato trattato da ogni angolazione possibile, spesso più come argomento a piacere o attira consenso che come centro  della dignità dell’uomo e della donna, di fatto rimane un tema tristemente sempre aperto anche per gli uomini e le donne di Gela che, di fatto, subiscono l’influsso devastante , sul piano della dignità, del lavoro che manca.
L’ho detto più volte, il settore dello sviluppo economico che in questi anni ha intercettato numerosi finanziamenti, potrebbe risultare un incubatore straordinario di finanziamenti a perdere laddove non si compisse la profonda trasformazione, sul piano della occupazione e della dignità dell’esistenza, laddove non si creassero le condizioni occupazionali adeguate a sostegno dei lavoratori o di chi, ancora, lavoratore non è e delle imprese che nonostante gli anni bui ancora credono ed investono nel nostro territorio.
Ben venga ogni giornata che ci ricorda che il tema è ancora tristemente aperto e ben venga ogni sforzo compiuto dalla politica.
Nel tempo, questo territorio e con lui i suoi abitanti, inutile nasconderlo, hanno perso la speranza di una vita che non fosse ad intermittenza , che si accendesse e si spegnesse a fronte di quelle volte in cui è possibile “arrivare alla fine del mese”.
Creare le condizioni occupazionali, a prescindere dal settore che seguo, vuol dire solo questo: lavorare perché ogni finanziamento o ogni procedura seguita, sia messaggero di un ingranaggio che si sblocca e crei e punti alla qualità del livello occupazionale che, magari da troppo tempo non arrivano alla fine del mese.
Lo  sbocco delle numerose autorizzazioni , a solo titolo di esempio, gestite sul piano locale, vedasi Argo Cassiopea o lo stesso incontro di giorno 5 Maggio, peraltro il primo pubblico,  con il Commissario delle Zes  Alessandro di Graziano   potrebbe ,come mi auguro e come sarà mio impegno  ,velocizzare procedure di cui, di fatto, la Città non ha mai smesso di aver bisogno trattandosi di valvole economiche che favoriscono investimenti e quindi lavoro e certamente serenità per le famiglie gelesi.
In questa ottica, che mira alla creazione di opportunità e di occupazione ,sempre vivo è certamente il tema dello Yard Industriale  il quale, a cascata , potrebbe veder favorita la sua creazione, proprio da uno strumento come le  Zes e soprattutto a seguito dell’inserimento della città di Gela all’interno dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale. Non è un tema da sottovalutare in termini occupazionali  e di sviluppo economico, specie se si vuole ufficialmente volgere lo sguardo da una condizione triste  e reale del lavoro che manca a quella ,invece, che si addice alla politica che è sempre la creazione di opportunità.
 
L’Assessore allo Sviluppo Economico
Terenziano di Stefano
 
 
 
 

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Bennici: :”Roma brucia. Ora anche Gela…”

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Roma brucia . Così affermo’ Nerone.
La città di Gela è ormai invasa da erbacce ad altezza d’uomo.
Non solo parchi, aree verdi, ma anche aiuole tra i marciapiedi e spartitraffico.
Una situazione di degrado perché l’erba non viene tagliata da mesi.
È un disastro ovunque, malgrado le segnalazioni numerose, così come le lamentele.
In una città normale i cittadini hanno il diritto e l’amministrazione il dovere di garantire almeno l’ordine, la pulizia ed il decoro
La protezione civile, peraltro, ricorda che a giugno inizia il periodo di massima attenzione per il rischio incendi, frequente anche a Gela nel momento in cui arriva il caldo torrido
Un episodio si è già verificato all’ospizio Marino nei pressi dello scheletro del lido conchiglia e solo grazie all’intervento dei pompieri si è scongiurato un incendio di vasta portata.
Roma brucia …
‘ Nerone si dice contribuì a bruciare Roma per ricostruirla piu’ bella secondo un nuovo piano urbanistico.
Sarebbe auspicabile non aarrivare a questi estremi rimedi ,è sufficiente una semplice ordinanza per procedere alla eliminazione delle erbacce ,nel rispetto del decoro ma soprattutto della sicurezza.
Per ricostruire Gela è necessaria una progettualità che sembra questa amministrazione non conoscere
Impantanati come sono nel affrontare con estrema difficoltà l’ordinario.

Sandra Bennici consigliere comunale Gela

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Il decreto taglia-prezzi: uno spiraglio per l’economia post pandemica

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Che la crisi pandemica abbia scosso il mondo intero, è sotto gli occhi di tutti e ancora oggi l’italia tutta, tenta la sua ripresa sul piano economico . Non fa eccezione la nostra Città ovviamente che dal 2020 ad oggi ha vissuto non poche difficoltà derivanti da quell’anno in cui tutto, di fatto, si è fermato. Numerosi i settori colpiti, nessuno escluso, tra una zona rossa e l’altra e l’incertezza del domani . Chi ne ha risentito molto, tra gli altri, è stato certamente il mondo della ristorazione che oggi prova a ripartire a piccoli passi e a testa alta. Le cose non sono certo migliorate con il conflitto russo-ucraino le cui conseguenze oltre che umanitarie, sono economiche .

Il Decreto taglia prezzi , approvato  qualche giorno fa in Senato, vuole contrastare proprio quelle conseguenze pandemiche di allora  e ora gli effetti nefasti della guerra,  semplificando le procedure autorizzative  rispetto all’uso  dei  tavoli all’aperto in estate, prevedendo quindi che le autorizzazioni già concesse siano  da ritenersi prorogate , previo pagamento, al 30 Settembre mentre per le nuove richieste sarà sufficiente l’invio di una domanda telematica unitamente alla sola planimetria.

In sostanza, quindi , l’emendamento approvato dal Senato che ora passa al vaglio della Camera  e che attende di esser convertito in Legge il 20 Maggio e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, permette a ristoranti, bar e pubblici esercizi già ritenuti idonei, di continuare a usufruire di dehors, tavoli e sedie all’aperto per tutta la stagione estiva,  senza produrre nuova richiesta. 

Inoltre, secondo la norma nazionale, non sarà necessario sino al 30 settembre , ricevere la autorizzazioni della Soprintendenza o del Ministero ai beni culturali e turismo, per installare strutture amovibili su pubbliche piazze, vie o strade che siano di interesse storico o artistico

Le interlocuzioni  con le categorie interessate, associazioni datoriali ed esercenti del centro storico, anche in vista della necessità/ diritto  di ripresa dei settori , non si sono mai interrotte e proprio questa settimana si è tenuta una riunione, anche alla presenza della commissione sviluppo economico che aveva ad oggetto , non soltanto la ripresa del settore della ristorazione ma soprattutto , la semplificazione delle procedure autorizzative e  l’assetto organizzativo tutto di fatto orientato, non è banale dirlo visto il lungo stop che hanno subìto, al rilancio della economia e al diritto  di ripresa degli esercenti e delle loro famiglie.

L’assessore allo sviluppo economico
Terenziano di Stefano

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“Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra salute e lavoro o morire sul lavoro”

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No caro Sindaco non è una questioni di voti e non cambiamo idea.
“Il Lavoro” deve essere l’ossessione del Partito Democratico e di tutte le forze politiche e sociali che noi vorranno condideressero il Progetto e l’idea di Gela centro di attrazione turistica e di una impresa sana e sostenibile, per le sue straordinarie bellezze naturali che vanno valorizzate e incentivate. Il Lavoro soprattutto nei nostri territori perché nessuno deve restare indietro, ma non possiamo più accettare compromessi e soprattutto ultimatum “o così o non ci sarà occupazione”, poiché è falso fare queste affermazioni.

Noi non vogliamo più stuprare le bellezze naturali che ci circondano sarebbe una violenza inaccettabile.
Non cambiamo idea perché non ci convincono coloro che cambiano idea.

Non siamo contrari all’ inceneritore sul piano ideologico e pragmatico ma non capiamo perché ancora una volta debba essere a Gela che è già stata scippata dalle destre del governo regionale, derubata degli incentivi, di somme che avrebbero potuto dare una direzione di sviluppo diversa, nel rispetto della sua vocazione naturale e che noi riteniamo la migliore possibile poiché giusta e in equilibrio con il nostro patrimonio paesaggistico.
Questa area della Sicilia non può pagare un prezzo di impatto ambientale devastante.

Questa è una zona ad alto rischio ambientale, non esiste una viabilità adeguata e, quindi, non ci sono le condizioni per rendere meno impattante, nemmeno, il traffico veicolare.
Questo territorio ha già dato. Basta.
Non ci convincono le opinioni di parte e non riusciamo a capire perché si debba scegliere proprio Gela se dispone di un impianto di discarica che offre l’opportunità di uno smaltimento per tutto il suo territorio.
Non ci rassegniamo all’idea che a Gela si debbano bruciare i rifiuti di altri.
Condivido la riflessione di un caro amico:

“Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra salute e lavoro o addirittura morire sul lavoro.
Il lavoro è la base della nostra Carta Costituzionale ma in Italia tra lavoro che manca e lavoro sottopagato sembra che nessuno se lo ricordi.
LAVORO ma anche SALUTE PER TUTTI! “
Non è per un pugno di voti e speriamo che nessuno svenda questo territorio per un pugno di posti di lavoro.

Peppe Di Cristina

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