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Cronaca

Escrementi umani e sessanta tombe in attesa di sepoltura a Farello

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Sono oltre sessanta le salme in attesa di sepoltura al cimitero Farello dal quale ci giungono più segnalazioni di familiari umiliati dallo stato dei luoghi: non ci sono posti liberi dove poter tumulare le tombe e il Comune di Gela, non potendo seppellire i defunti all’interno delle confraternite, li tiene nella camera mortuaria da oltre due mesi. Come se non bastasse nella giornata di ieri, a una lettrice in visita presso il caro padre defunto, è successa una cosa a dir poco allucinante in fatto di degrado.

Qualcuno avrà scambiato l’angolo della confraternita per gabinetto – lasciando in bella vista – escrementi umani a ridosso delle mura. Chi ci scrive ha scritto in un cartello ” Cortesemente mantenere pulito per il rispetto dei nostri cari defunti”. Lezioni di educazione civica in un contesto già sporco a causa dei fiori maleodoranti lasciati nelle pattumiere stracolme agli angoli. “Più volte abbiamo pulito il pianerottolo dove si trovano i loculi di famiglia perché dalla puzza non si riusciva neppure a percorrere il corridoio”.

Il gesto, affatto attribuibile a un randagio, è accaduto al secondo piano della Confraternita nazionale dei combattenti: un atto che sporca anche l’onore di chi giace sepolto in quei luoghi.

“Spero tanto che l’autore di questa indigenza legga l’articolo capendo la gravità del gesto schifoso fatto, di mancato rispetto per i visitatori ma ancor di più per i nostri cari estinti che meritano di riposare in un luogo dignitoso! Vergogna!”

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Cronaca

Scontro tra due auto, muore donna di Acate

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Tragico incidente stradale la notte scorsa sulla provinciale 17, Vittoria -Scoglitti. Una donna è morta a seguito di uno scontro tra due Fiat Panda.

La vittima è Lisa Rosso, 47 anni, di Acate. Ferita anche una quarantacinquenne, prontamente trasferita in ospedale.

foto Franco Assenza

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Cronaca

Condotte antisociali, emessi 12 provvedimenti di prevenzione

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Dodici provvedimenti applicativi di misure di prevenzione, sono stati emessi dal Questore di Caltanissetta, Pinuccia Albertina Agnello, previa istruttoria della locale Divisione Polizia Anticrimine, nei confronti di persone che si sono rese responsabili di gravi condotte antisociali.

Sette provvedimenti riguardano l’avviso orale che ha colpito due minorenni, arrestati dal Commissariato di Polizia di Gela per tentata rapina; un 44enne, arrestato sempre dalla Polizia di Gela per tentato furto in attività commerciale; un 20enne e un 44enne, arrestati dai Carabinieri di Gela per detenzione ai fini di spaccio di cannabinoidi e cocaina; un 24enne, denunciato dal Commissariato di Polizia di Niscemi per aver appiccato il fuoco a un’autovettura in orario notturno e un 22enne, arrestato dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Niscemi per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Due provvedimenti sono stati emessi nei confronti di pregiudicati, non residenti nella provincia di Caltanissetta, gravati da pregiudizi di Polizia, i quali sono stati rimpatriati con foglio di via obbligatorio con divieto di fare ritorno a Caltanissetta per un periodo di due anni. Gli stessi, nel corso di un controllo, sono stati trovati in possesso di chiavi alterate e grimaldelli dai poliziotti della sezione Volanti e denunciati all’Autorità Giudiziaria.

Tre provvedimenti di ammonimento per violenza domestica sono stati emessi nei confronti di un 44enne e un 38enne, entrambi resisi autori di lesioni personali nei confronti delle ex compagne, e nei confronti di una donna 50enne, residente in provincia, resasi responsabile di continue molestie e minacce reiterate nei confronti dell’ex compagno.

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Cronaca

Accusata di violenza sessuale, nissena si suicida in carcere

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Si è uccisa nella cella del carcere di Torino, in cui era detenuta, la nissena di 64 anni, accusata assieme al marito, di aver più volte violentato un uomo di 65 anni, proprietario della casa di Cogne, in provincia di Aosta, dove i due si erano trasferiti.

“La tragica notizia di un detenuto suicida in attesa di giudizio – dice l’avvocato della coppia, Massimiliano Bellini, che più volte aveva presentato istanza di scarcerazione per i due – mette in luce l’ingiustizia e la disumanità della custodia cautelare preventiva. Privare una persona della libertà senza una condanna definitiva non solo mina la presunzione di innocenza, ma può anche infliggere sofferenze psicologiche insopportabili. È un monito doloroso sull’importanza di riformare il sistema giudiziario per garantire che i diritti umani siano sempre rispettati e che la custodia cautelare sia usata solo come ultima risorsa. Avevamo per ben tre volte chiesto al gip di Aosta la revoca della misura cautelare in carcere. Gli indagati sono due persone anziane e incensurate”.

Il legale torna dunque a chiedere la scarcerazione del marito della donna deceduta e la misura degli arresti domiciliari che potrebbe scontare a Caltanissetta, quindi in un luogo ben lontano da quello della presunta vittima.

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