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L'occhio del bello

Fai, la Torre di Manfria “Luogo del cuore”: una luce nel buio 

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I 4447 voti che la Torre di Manfria ha totalizzato nel censimento sui “Luoghi del cuore” del Fai sono un segno cui prestare attenzione. Specie di questi tempi, tempi di magra sotto il profilo economico per la città, tempi di magra anche sotto il profilo delle prospettive, perché la grave crisi che affligge l’ente e lo spettro del default gettano grosse ombre sulla programmazione futura e su un effettivo, sostanziale rilancio del territorio. Doveva essere il 2023 l’anno della svolta dopo i successi della mostra sul mito di Ulisse a Bosco littorio, ma in questi primi due mesi dell’anno le premesse sembrano tutt’altro che rosee.

A tal proposito assume grande rilevanza il 67º posto conquistato a livello nazionale dalla Torre, settimo sito siciliano più votato in assoluto in questa edizione del censimento sui “Luoghi del cuore”: una causa che per la prima volta è stata sposata con decisione dalla cittadinanza, che non solo permetterà alla Torre di fregiarsi del titolo di “Luogo del cuore Fai” ma soprattutto le permetterà di candidarsi all’accesso ad alcune linee di finanziamento – seppur non particolarmente cospicue – per tornare ad avere quantomeno uno stato decoroso. Il sito infatti da diversi anni è in stato di abbandono.

Oltre ogni numero, emerge la volontà di quella parte di cittadinanza sensibile ai temi dell’arte, della cultura e della bellezza, che con sempre maggiore impegno sta attenzionando le opportunità che potrebbero portare benefici al territorio, promuovendone le unicità storico-archeologiche. Certo, è solo una luce nel buio. Ma nei tempi difficili in cui viviamo, anche una sola luce può essere quella cui aggrapparsi con speranza e fiducia per costruire qualcosa di buono.

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Conclusa la Settimana dello scambio, esperienza di crescita grazie ad Intercultura 

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Si è conclusa ieri la Settimana dello scambio organizzata dal locale gruppo di Intercultura insieme all’istituto d’istruzione superiore “Luigi Sturzo” e al Liceo scientifico e linguistico “Elio Vittorini”. Sette giovani provenienti da Cile, Thailandia, Argentina, Colombia e Bolivia sono stati ospitati da altrettante famiglie gelesi, conoscendo e approfondendo usi, costumi e luoghi caratteristici di Gela e dei territori limitrofi.

«È stato uno scambio culturale sotto tutti i punti di vista – spiega la docente Sabrina Buscemi, che insieme alla prof. Daniela Mallia ha coordinato le attività -. I ragazzi ci hanno fatto conoscere la loro cultura sia raccontando aneddoti legati alla loro vita quotidiana sia ad esempio cucinando piatti tipici presso le famiglie ospitanti. Noi invece abbiamo presentato il nostro territorio attraverso la visita alle Mura Timoleontee, al lago Biviere e al Castelluccio».

Spazio poi alla comunicazione con linguaggi universali, come ad esempio la musica, grazie all’esibizione del coro e dell’orchestra del Liceo “Vittorini”, oppure il digitale con la realizzazione di un podcast e il laboratorio di intelligenza artificiale presso l’istituto alberghiero “Sturzo”. Giornate proficue di studio, confronto, dialogo e condivisione che segnano i momenti di un’esperienza di crescita importante per tutti i partecipanti. 

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“Piccoli passi – Aba cup”: lo sport strumento per affrontare la realtà dell’autismo

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Il Blue day per la consapevolezza sull’autismo del 2 aprile e la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace del 6 aprile. Due date importanti per due momenti significativi, nella settimana appena trascorsa. Un messaggio preciso: lo sport può essere uno strumento straordinario per costituire reali opportunità di inclusione per ogni diversità.

Così ieri al Riviera Village, i mini tornei di calcio e basket hanno dato vita alla “Piccoli passi – Aba cup”, ideata dallo studio Piccoli Passi Aba e sostenuta da cooperativa Bic, Lions club del golfo di Gela, associazione Ama Filippo Aps, Gela calcio, Minibasket club e Banco digitale.

Tutti in campo, grandi e piccoli, senza distinzioni, senza barriere. Solo il gioco, lo stare insieme, i sorrisi. Perché il Blue day è solo una data, ma certe sfide si affrontano tutti i giorni. E solo affrontandole insieme, in modo strutturato, si possono vincere davvero.

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La Pasqua golosa della cooperativa Carpe Diem nel segno dell’inclusione sociale 

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Dopo il pandoro con la crema artigianale a Natale e i dolci a forma di cuore per San Valentino, anche quella di Pasqua è diventata una festa golosa per l’associazione Il Tempio di Apollo e la cooperativa sociale Carpe Diem.

Con il progetto “Diversamente Simili 2.0”, infatti proseguono le attività formative e lavorative condotte dal gruppo dei giovani adulti, che hanno continuato ad impegnarsi nella vendita solidale delle uova di Pasqua realizzate nel laboratorio di pasticceria condotto da Rosa Scudera.

In ogni confezione, una frase ideata da ciascuno dei ragazzi che prendono parte alle attività fin dalla scorsa estate, quando cominciò ufficialmente il progetto sostenuto dall’Asp di Caltanissetta. Tanti gli incontri per promuovere l’iniziativa con le realtà del territorio e altrettante le uova di Pasqua acquistate da cittadini sensibili al tema che hanno voluto dare il loro contributo.

Alle porte del Blue Day, un segno di continuità progettuale e attenzione agli aspetti inclusivi del mondo associativo che continua ad essere in prima linea per abbattere sia gli stereotipi sociali che le barriere culturali ancora esistenti.

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