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Politica

Giudice: “l’ alleanza fittizia si è rivelata e i risultati si vedono”

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La consigliera indipendente di sinistra Paola Giudice fa una disamina della situazione politica 
Si sta verificando ciò che era prevedibile senza aver bisogno di atteggiarsi a profeti dell'ultima ora.

"La cosiddetta maggioranza dell'attuale Sindaco - spiega la Giudice - sin dalle elezioni altro non è stata che l’insieme di simboli utili a sommare voti, quindi alleanza elettorale che in sé portava già tre anni fa tante incoerenze. 

Torniamo indietro un attimo: erano tutti civici ma in verità i civici erano e sono "Una buona idea" e "Impegno comune", il resto sono partiti cioè PD e Forza Italia che hanno fatto finta di essere civici tanto che alla prima seduta consiliare hanno gettato il logo fittizio e nome della lista che li ha portati in consiglio comunale e si sono dichiarati appartenti ai partiti menzionati.

Programma elettorale di questa alleanza? Rescindere il contratto con la Tekra per avere una città più pulita, mandare Caltaqua per avere l'acqua tutti i giorni potabile e bevibile, avere un nuovo rapporto Eni, rifare il porto... Questi gli obiettivi del Sindaco giusto ma di tutto ciò rimangono gli spot elettorali, le promesse di lealtà e libertà verso i cittadini e nel frattempo la città è andata indietro, inesorabilmente indietro e continua ad andare indietro. 

Oggi assistiamo a un dibattito pubblico estenuante oltre che avvilente che non interessa alcun cittadino, dibattito concentrato su posizionamenti personali, rimproveri pubblici del Sindaco agli assessori, atti che arrivano qualche ora prima alla visione e solo visione ahimè dell'organo deputato al controllo ossia il consiglio comunale, e tutto va indietro.

Anche io, come tutta la città, auspico una rapida verifica di maggioranza se ancora esiste, seria, leale e magari Giusta perchè così non si può andare avanti sotto nessun profilo politico non ultimo il rapporto con i vertici Asp che a Gela devono risposte concrete e invece anche la sanità è andata indietro con la complicità di tutto il sistema partitico". 

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Politica

Saranno finanziati con 76 milioni del Pnrr 565 progetti di rigenerazione del patrimonio rurale

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Masserie, casali, case coloniche, stalle, mulini, frantoi o anche piccole chiese di campagna potranno ritornare a essere presìdi vivi del territorio. L’assessorato ai Beni culturali e all’Identità siciliana ha pubblicato l’elenco definitivo dei 565 progetti di recupero del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale ammessi al finanziamento. Le risorse sono corpose, 76 milioni di euro provenienti dai fondi del Pnrr. Per l’assessore Elvira Amata «si tratta di un’importante misura di contrasto al degrado ambientale e culturale».

Il Deputato Regionale e  Vicepresidente della Commissione Attività Produttive di FdI Giuseppe Catania esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte del governo Schifani, del consistente pacchetto di Aiuti alle imprese siciliane finalizzato ad affrontare il caro-bollette dell’energia che rischia seriamente di minare la redditività del tessuto produttivo con conseguenze nefaste sul piano della tenuta sociale.
“L’intervento a sostegno- dice Catania – è stato possibile grazie all’approvazione, nella giunta regionale di qualche ora fa, che ha consentito la  riprogrammazione di 365,7 milioni del Piano di sviluppo e coesione 2014-2020 destinandoli al sostegno delle aziende.
Nello specifico 250 milioni saranno gestiti a questo scopo dal dipartimento delle Attività produttive, 70 da quello dell’Agricoltura e 45,7 da quello delle Finanze e del Credito. In più, approvata anche la moratoria sui mutui concessi dall’Irfis.
In breve tempo, i dipartimenti predisporranno gli avvisi per erogare i benefici. 
Bene anche l’ipotesi, già allo studio, di avvio – entro breve termine – di un altro imponente piano di aiuti per le famiglie.
Seguirò con attenzione il lavoro degli uffici regionali al fine di accelerare quanto più possibile il trasferimento degli aiuti alle nostre imprese”.

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Casano lascia la casa di riposo Antonietta Aldisio

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Carmelo Casano lascia l’incarico di commissario dell’Ipab Aldisio.

Un incarico conferitogli dal governo Musumeci in un momento particolare della storia della casa riposo.

Un grande impegno profuso in questi mesi per rendere un buon servizio agli anziani.

Casano lascia per sopraggiunti motivi familiari. Il suo rammarico è di non avere potuto vedere appaltati i lavori per l’efficientamento energetico dei locali con un finanziamento da 1 milione di euro.

Al Comune sono da tempo arrivate le buste con le offerte delle ditte e i tempi di conclusione stringono: un anno appena.

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“Una buona idea” molla Greco, non si fida della nuova Dc ma non vuole il commissario

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Nel gran marasma della politica locale arriva la posizione dei fedelissimi (ormai ex) del sindaco che si sentono traditi da lui , lo mollano ma pur di non lasciare la città ad un commissario, vorrebbero che non si dimettesse.

Che caos nella politica locale. Hanno fondato tre anni e mezzo fa il progetto civico e il loro leader Terenziano Di Stefano fece un passo indietro rispetto alla candidatura a sindaco per fare spazio a Lucio Greco.

Oggi, con l’azzeramento della Giunta, il gruppo di Una buona idea prende atto che quel progetto è finito. La responsabilità la attribuiscono a Greco perché <abbiamo cercato in tutti i modi -ha detto il consigliere Rosario Faraci di convincere il sindaco a non accogliere la proposta di chi voleva l’azzeramento. Ma non ci ha ascoltato>.

 Al movimento guidato dal segretario Rino Licata non sono andate giù tante cose: in primis il fatto che il sindaco si è fidato della nuova Dc forza politica dell’ultima ora e non di chi ha fondato con lui il progetto premiato dai cittadini. Non si fidano della nuova Dc: temono che stia barando per portare la città al commissariamento e farla reggere da un commissario scelto dal loro assessore regionale agli Enti locali. E sospettano che qualcuno dall’esterno voglia   mettere le mani su una città destinataria di 200 milioni di euro di finanziamenti.

 Per “Una buona idea” si poteva governare con l’appoggio dei dieci consiglieri di riferimento, non era necessario azzerare la Giunta. Ma Greco si affidato alla nuova Dc. Se si farà una nuova Giunta Di Stefano e i suoi hanno detto chiaro e tondo che non necessariamente saranno presenti in Giunta. Ma neanche abbandoneranno la città. Saranno responsabili fino alla fine.  In altri termini: potrebbero dare un appoggio esterno.

 Le trattative però sono impantanate e se non si formerà un nuovo governo allargato Greco non dovrà pensare di poter ritornare al quadro di prima. Ha perso insomma i “fedelissimi”.  Non lo hanno detto chiaramente ma il rapporto  del gruppo con Greco è finito. Non potrà cercare Una buona idea per eventuali ricandidature.

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