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Prolungare l’anno scolastico? Dal fronte un coro compatto di “no”

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Che il premier incaricato Draghi possa proporre tramite il Miur un allungamento del calendario scolastico è più di un’indiscrezione, che arriva direttamente dal secondo giro di consultazioni che dovrebbe portare – accordi permettendo – entro questa settimana alla nascita della nuova maggioranza. Ma dal fronte, ossia dai docenti impegnati in questi lunghi mesi con la Dad, si leva forte e immediato un coro pressoché unanime di “no”. Se è vero che le restrizioni anti contagio hanno costretto bambini e ragazzi a seguire le lezioni da casa, ciò non vuol dire che sia stato un periodo di vacanza e inattività.

Anzi, come hanno scritto sui social molti insegnanti e altrettanti genitori, la Dad ha di fatto aumentato il tempo della scuola, perché oltre alle lezioni canoniche del mattino anche nel pomeriggio gli alunni sono stati impegnati e coinvolti in tante altre attività: da webinar e progetti vari a laboratori e corsi dell’ex Alternanza scuola-lavoro (oggi Pcto). E non è, fanno osservare tanti addetti ai lavori, semplicemente una questione di “orgogliosa” difesa a oltranza della Dad per mere ragioni di principio, quanto una constatazione legata all’effettivo impegno e al lavoro della stragrande maggioranza della popolazione scolastica, che con spirito di resilienza e creatività si è reinventata nei tempi e nei modi procedendo anche a vere e proprie operazioni di svecchiamento e modernizzazione: ma avranno un senso queste tanto caldeggiate “competenze trasversali” o no?

La Dad è servita soprattutto, sia per i docenti che per gli studenti (e anche per molti loro familiari), ad accrescere la conoscenza del web e delle piattaforme che propone, inculcando un utilizzo virtuoso del digitale ben lontano dalle futilità per cui spesso si utilizzano internet e i social. Dunque, mentre a Roma si discute sul nuovo governo e sul da farsi, il mondo della scuola e le organizzazioni sindacali si mostrano compatte nel difendere il duro lavoro svolto con la Didattica a distanza. Sperando comunque che le ritrovate lezioni in presenza possano proseguire senza intoppi fino alla fine dell’anno.

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Buste di veleno per topi a terra alla villetta di Macchitella

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Bustine con veleno per topi nella villetta di Macchitella. Sfiorata la tragedia per una famiglia con bambini che si trovava sul posto.Avevano anche il loro cane, un pastore tedesco. A terra vicino alla nota fontanella c’era una bustina che il cane ha ingerito. Solo la tempestiva azione dei proprietari che hanno capito cosa era successi ha evitato al cane la morte.La segnalazione viene dal gruppo Gela Brainstorming che ha reso noto il caso lanciando l’allarme alla popolazione perché in quel guardino, vicino a quella fontanella giocano ogni giorno tanti bambini anche molto piccoli. I genitori li lasciano liberi di giocare e basta una minima distrazione per una tragedia.

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Due minuti Due di Maria Concetta Goldini. Il punto di partenza. Segui su www.radiogelaexpress.it

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Niente royalties per il gasdotto Gela – Malta ma il sindaco non ci sta

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Via libera da Roma per il gasdotto Malta-Sicilia. Arriva così alle fasi finali un iter che, a maggio, aveva subito un’accelerazione con la firma del decreto di compatibilità ambientale da parte dei ministri Roberto Cingolani e Dario Franceschini. Il governo italiano, dunque, si è espresso a favore della realizzazione di un’opera del valore di oltre 200 milioni necessaria ad assecondare i bisogni energetici dell’Isola dei Cavalieri. Il gasdotto collegherà Delimara, a sud di Malta, a Gela. Alla luce della normativa attualmente vigente in materia, però, così come per il progetto Argo Cassiopea, ancora una volta il Comune non ha diritto a misure compensative quali le royalties. In sintesi: non ci guadagna nulla, e il Sindaco Lucio Greco proprio non ci sta.
“Tutti passano da Gela e usufruiscono delle nostre risorse, – afferma – ma noi non abbiamo diritto a vederci riconosciuti, per questi servizi, delle somme che potremmo reinvestire sul territorio, per apportarvi benefici tramite la promozione, la valorizzazione e le opere di risanamento ambientale. Sia chiaro che non lo accettiamo e non lo accetteremo mai. Non è possibile che l’Ente non tragga alcun profitto dalla presenza di reti e strutture tanto importanti, e abbiamo intenzione di rivendicare questo diritto. Sul fatto che, ad oggi, non siano previste royalties, Palermo e Roma devono passarsi una mano sulla coscienza e trovare un’intesa, cambiando le carte in tavolo. Lo devono fare a tutela del nostro territorio e come segno di vicinanza e rispetto ad esso, che, come sempre, si presta e si mette generosamente a disposizione. Chiediamo, dunque, l’istituzione di un tavolo ad hoc, per confrontarci in primis con la Regione e avanzare esplicitamente le nostre richieste al Presidente Nello Musumeci e all’assessore Daniela Baglieri. Non staremo alla finestra, semplici spettatori di questo indecoroso spettacolo”.

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