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Il marito di Zelia: nessuna raccolta

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“Zelia è stata portata via da questo mondo troppo presto. Era un’insegnante, un’amante delle lingue e una delle persone più gentili che si possano mai incontrare”. Lo scrive su GoFundMe Anthony Ruvio, organizzatore di una raccolta fondi in memoria di Zelia Guzzo, la donna 37enne che viveva a Gela con la famiglia e morta dopo un’emorragia cerebrale il 24 marzo scorso, dopo dodici giorni di ricovero presso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.

Zelia, che insegnava all’Istituto Comprensivo Statale “S. Quasimodo” di Gela, ha lasciato un bambino di un anno e mezzo e il marito Andrea Nicosia, anch’egli insegnante. Proprio per loro è stata avviata la campagna di raccolta fondi “nella speranza – si legge – di far fronte a spese funebri inaspettate. Speriamo di aiutarlo anche a provvedere al loro bambino, che ora deve crescere senza la madre”.

La procura di Gela, dopo la morte della donna, ha aperto un’inchiesta per stabilire l’eventuale causalità con il vaccino che Zelia Guzzo aveva ricevuto il primo marzo.

La raccolta in quattro giorni ha ricevuto molte donazioni sia dall’Italia che dall’estero e ha superato la cifra di 6.800 euro. La campagna è raggiungibile al link.

Il marito smentisce :

Il merito alla notizia che oggi è comparsa sui mass media… questa la risposta del marito di Zelia e familiari…

A nome mio e della famiglia Guzzo, ci dissociamo totalmente da quanto diffuso da taluni media. La raccolta fondi era rivolta ai soli familiari e amici. Si trattava di una lodevole iniziativa partita dai parenti di oltreoceano. Non cerchiamo né abbiamo mai cercato pubblicità, ma purtroppo i giornalisti sono avvoltoi e questo lo avevamo già appreso a nostre spese.

https://it.gf.me/v/c/4srp/in-memory-of-zelia-in-memoria-di-zelia

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Attualità

“Riavvicinare i giovani alla cosa pubblica”: Generazione Gela rilancia i propri obiettivi

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Far conoscere ai più giovani alcune realtà importanti della comunità civile e avvicinarli alle dinamiche della cosa pubblica. Questo l’obiettivo dell’incontro promosso da Generazione Gela, che ieri sera si è ritrovata al BCool beach per un aperitivo “informativo” alla presenza di ragazze e ragazzi curiosi di capire le finalità del gruppo. Un momento di confronto informale per discutere dei ruoli del consiglio comunale, delle prerogative di un’amministrazione, di cosa implica il dissesto dell’ente.

Tutte tematiche che molte volte i più giovani non conoscono o non approfondiscono. Per gli organizzatori, l’iniziativa ha avuto un esito soddisfacente con circa sessanta partecipanti. «Era il primo evento dopo diverso tempo – dice Andrea Battiato –, durante la campagna elettorale abbiamo preferito mantenere un profilo basso per evitare strumentalizzazioni. Adesso il nostro obiettivo è quello di ripartire, farci conoscere e aggregare attraverso altri momenti di confronto come questo».

Generazione Gela potrebbe presto costituirsi in associazione: una decisione che sarebbe al vaglio dei responsabili del progetto. Nel frattempo, l’idea è quella di delineare alcuni settori tematici guidati da giovani che vogliono impegnarsi per il territorio. Un’organizzazione che dovrebbe entrare nel vivo a partire da settembre.

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In Sicilia divieto di lavoro dalle 12,30 alle 16, per il caldo

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Palermo – Divieto di lavoro in Sicilia dalle 12,30 alle 16 nei giorni più caldi per i settori maggiormente a rischio.

Lo prevede un’ordinanza firmata dal presidente Renato Schifani valida fino al 31 agosto per i comparti agricolo, florovivaistico, edile e affini in cui viene svolta attività fisica intensa e con esposizione prolungata al sole. Per quanto riguarda le operazioni di pubblica utilità, i datori di lavoro dovranno adottare misure organizzative per salvaguardare comunque i livelli minimi delle prestazioni dei servizi essenziali.

 «Si tratta di un provvedimento urgente – spiega il governatore – che ho assunto in piena autonomia per tutelare la salute dei lavoratori  in questa fase in cui la Sicilia è interessata da un’eccezionale ondata di caldo, con temperature elevate e alto tasso di umidità»

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Un futuro di speranza nel ricordo delle vittime di mafia

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Palermo – Nel 32° anniversario dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, il presidente Renato Schifani ha partecipato  insieme con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il capo della Polizia, Vittorio Pisani, alle commemorazioni che si sono tenute alla caserma Lungaro di Palermo. Dopo la deposizione della corona d’alloro nei locali del Reparto Scorte, il governatore ha preso parte alla Santa messa celebrata dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nella cappella della caserma.

«Ho voluto essere presente in questo giorno di ricordo e di dolore – ha sottolineato Schifani – per portare la vicinanza della comunità siciliana ai familiari delle vittime di tutte le stragi mafiose. Un momento di commozione che ci deve fare riflettere. Faccio mie le parole dell’arcivescovo Lorefice durante l’omelia sull’impegno comune di tutti i siciliani a costruire una città sempre più conformata al rispetto degli altri e delle regole della convivenza sociale, una città della solidarietà e della pace, una città generativa e accogliente, pronta a proporre un futuro di vita e di speranza alle nuove generazioni.

E in tal senso, rinnovo il mio auspicio affinché lo Stato faccia finalmente luce sulla strage di quel 19 luglio del 1992, un dovere morale per non rendere vano il sacrificio di questi eroi”.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
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