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Cronaca

Scontro frontale con tre feriti. Le auto prendono fuoco

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Impatto violentissimo tra due auto, lungo la strada statale 626 Gela-Caltanissetta, nei pressi dello svincolo per Butera. Tre le persone ferite, una delle quali versa in gravi condizioni all’ospedale Vittorio Emanuele. Si tratta di una donna di Mazzarino. Gli altri feriti (madre e figlia, entrambe di Caltanissetta) non sono in pericolo di vita. Dopo lo scontro frontale, verificatosi in curva, le due vetture hanno preso fuoco.

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Cronaca

Preso un latitante dopo cinque mesi

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica ed i militari della Tenenza Carabinieri di Scicli hanno arrestato un giovane albanese, disoccupato e pregiudicato, in ottemperanza ad un ordine di esecuzione di espiazione pena, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa. Il 23enne, che si trovava in regime di detenzione domiciliare, si era di fatto reso irreperibile da luglio, facendo perdere le sue tracce. Nel frattempo, inoltre, la misura alternativa della detenzione domiciliare era stata revocata e sostituita col regime di detenzione ordinaria in carcere. Grazie ad una lunga attività d’indagine i militari dell’Arma sono infine riusciti a localizzare il “fuggitivo”, intervenendo presso l’abitazione della sua ragazza, anch’ella di origine albanese, sita in località Sampieri. All’arrivo dei Carabinieri il ricercato ha provato a fuggire a piedi, arrampicandosi sui tetti delle vicine abitazioni. Dopo un lungo inseguimento i militari lo hanno infine circondato e bloccato. Il personale operante ha poi proceduto ad effettuare perquisizioni personali e locali che davano esito positivo e consentivano di rinvenire una grande quantità di sigarette, tabacchi, soldi contanti ed apparecchi cellulare verosimilmente di provenienza illecita. Ulteriori accertamenti sono, al momento, in corso per verificare la provenienza di quanto ritrovato che contestualmente è stato sottoposto a sequestro per il successivo, eventuale riconoscimento da parte delle persone offese. L’uomo è stato tradotto presso la Casa circondariale di Ragusa dove dovrà espiare la pena residua di 5 anni, 4 mesi e 28 giorni, nonché il pagamento di una multa di 12,400,00 euro e la misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio dello Stato, per reati contro il patrimonio quale furti, anche aggravati, e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

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Cronaca

Controlli sul territorio di Ragusa: ecco i numeri

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La  Polizia continua il controllo straordinario del territorio a Vittoria, Comiso Modica, Ispica e Pozzallo. Quasi 800 le persone identificate e oltre  400 i veicoli controllati. Eseguite verifiche sul rispetto dei provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di  numerose persone

Nelle ultime settimane numerose pattuglie della Polizia di Stato sono state impegnate nel capoluogo ibleo e nei comuni di  Vittoria, Comiso Modica, Ispica e Pozzallo per un’intensa attività di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati in genere, finalizzati al contrasto della criminalità diffusa e a garantire la sicurezza dei cittadini.

I controlli straordinari  del territorio sono stati espletati con pattuglie della Questura e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza, in aggiunta alle  Volanti che ogni giorno svolgono costantemente servizi di controllo del territorio per prevenire e contrastare ogni forma di illegalità, rafforzati nell’occasione dalla presenza di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Catania che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha messo a disposizione del Questore di Ragusa per le specifiche competenze assegnate e le strumentazioni in dotazione.

Il rafforzamento dei controlli è stato deciso in sede di  Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi in Prefettura, per innalzare i livelli di sicurezza contro i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria nelle aree urbane e periferiche di comuni della provincia.

Per diversi giorni numerosi equipaggi della Polizia di Stato hanno pattugliato ad ampio raggio i centri storici e le zone periferiche dei comuni interessati ai controlli, in tutte le fasce orarie della giornata, anche per prevenire situazioni di pericolo per la circolazione stradale e contrastare il fenomeno della criminalità in trasferta, composta da soggetti malintenzionati provenienti da altre province che raggiungono il capoluogo ibleo per perpetrare reati di natura predatoria.

Importanti i risultati raccolti dalle pattuglie messe in campo dalla Questura e dai Commissariati di P.S. che nei giorni scorsi hanno proceduto al controllo straordinario del territorio con i seguenti risultati: identificate 786 persone, controllati 402 veicoli, elevate 25 sanzioni per violazione al Codice della Strada, sottoposti a sequestro 4 veicoli e 2 sottoposti a fermo amministrativo.

Gli agenti impegnati nei controlli hanno anche eseguito 34 perquisizioni, personali e sui veicoli, per reprimere e prevenire il consumo di stupefacenti.

In occasione dei servizi straordinari di controllo del territorio altresì sono stati intensificati i controlli alle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, sottoposti agli arresti domiciliari, nonché ai soggetti sottoposti alle misure di prevenzione per garantire il rispetto dei provvedimenti emessi dall’ Autorità Giudiziaria.

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Cronaca

Gdf Ragusa: operazione “Credit washing”. Truffa sui bonus edilizi per oltre 115 milioni di euro

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Che ci fosse qualcosa che non va nell’utilizzo del Bonus 110% si era palesato, adesso i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa hanno
dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal Gip presso il Tribunale ibleo,
con cui è stata disposta la misura cautelare personale in carcere per un
imprenditore campano e gli arresti domiciliari per un imprenditore modicano, per
aver abilmente e fittiziamente creato nonché commercializzato, con la complicità di
altre 5 persone, oltre 115 milioni di euro di falsi crediti d’imposta relativi alle
spese sostenute per interventi edilizi assistiti dal regime agevolativo dei
“Bonus Facciate e Bonus Ristrutturazioni”, in realtà mai avvenuti.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto il blocco di tali crediti fiscali inesistenti,
con il sequestro preventivo di denaro, beni e assetti societari in misura
equivalente al profitto del reato, ammontante a 115.135.522,00 euro.
Il provvedimento è stato emesso all’esito di un’articolata indagine delegata dalla
Procura della Repubblica di Ragusa e condotta dai finanzieri della Compagnia di
Modica che, tramite i dati estratti dalla “Piattaforma Cessione Crediti” dell’Agenzia
delle Entrate, l’approfondita analisi della documentazione bancaria, i mirati
sopralluoghi e la raccolta di testimonianze da parte di persone informate sui fatti,
hanno portato alla luce il complesso meccanismo fraudolento con cui è stata
perpetrata la truffa a danno del bilancio dello Stato.
Inoltre, la complessa ricostruzione delle transazioni finanziarie ha consentito di
accertare l’autoriciclaggio di oltre 57 milioni di euro.
Le indagini delle Fiamme Gialle di Modica sono scaturite dagli approfondimenti
sulla posizione di una società di Roma, riconducibile ad un soggetto modicano,
formalmente operante nel settore della costruzione di edifici residenziali, ma di fatto
una mera cartiera, che, preliminarmente, è risultata aver acquistato 3 milioni di euro
di crediti d’imposta senza aver pagato alcun corrispettivo, successivamente
monetizzati in parte mediante cessione a Poste Italiane. Le liquidità finanziarie
entrate nella disponibilità dell’imprenditore sono state immediatamente sottoposte a
sequestro d’urgenza per un importo superiore a 354.583,00 euro, al fine di impedirne
la dispersione, già nelle prime fasi dell’indagine.
Grazie ai successivi accertamenti, sono state rilevate due principali modalità di
esecuzione della frode: in primo luogo, è stato individuato un imprenditore campano
che, tramite diverse società a lui riconducibili, ha falsamente attestato di aver ricevuto
molteplici lavori di ristrutturazione edilizia da proprie società o da altri imprenditori
compiacenti, che hanno acquistato così oltre 43 milioni di euro di crediti d’imposta
mediante l’opzione dello “sconto in fattura”; inoltre, è stato accertato che lo stesso
imprenditore, unitamente a un complice, ha effettuato centinaia di comunicazioni
dell’opzione relativa agli interventi di recupero e restauro edilizio, in realtà mai
avvenuti, sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per conto di altre persone
proprietarie di immobili, dichiarandosene erede e trasferendo circa 72 milioni di
euro di crediti d’imposta fittizi sui cassetti fiscali delle proprie società. I successivi
riscontri hanno permesso di accertare che i proprietari degli immobili inseriti nella
piattaforma sono in realtà tutti ancora in vita e all’oscuro di tali operazioni.
I bonus si sostanziano nel riconoscimento di una detrazione, di importo variabile a
seconda della tipologia, commisurata alle spese documentate per interventi di
recupero/restauro degli edifici esistenti o, in particolare, delle facciate. I cittadini o le
imprese aventi disponibilità di immobili, a seguito degli interventi edilizi, possono
fruire direttamente della detrazione maturata, beneficiandone nei dieci anni
successivi. Tuttavia, il decreto “Rilancio” (decreto-legge n. 34/2020) ha previsto, dal
2020, altresì la possibilità di usufruire dei bonus optando alternativamente per un
contributo di ammontare pari alla detrazione spettante, sotto forma di sconto sul
corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi (“sconto in fattura”),
ovvero, la cessione a terzi del credito corrispondente alla detrazione maturata.
Nel caso oggetto d’indagine, una volta creati, attraverso la falsa attestazione di
lavori mai eseguiti, i crediti fittizi sono stati oggetto di ripetute cessioni a terzi per
consentire poi la monetizzazione presso intermediari finanziari del “bonus” e la
successiva dispersione del profitto del reato. In tal modo, gli indagati si sono
assicurati i proventi illeciti che sono stati in gran parte autoriciclati per oltre 57
milioni di euro, così da far perdere ogni traccia delle origini fraudolente di tali
risorse economiche.
Per tali ragioni, su proposta della locale Procura, il Gip ha anche disposto il
sequestro preventivo di quote di partecipazione in 9 società per un valore di circa
250 mila euro, 24 autovetture e 2 motoveicoli, 2 unità immobiliari, tutti i conti correnti
nella disponibilità di 5 dei 7 indagati, nonché il blocco sul portale dell’Agenzia delle
Entrate dei crediti compensabili nei cassetti fiscali riconducibili a 24 imprese (aventi
sede una a L’Aquila, una a Bologna, sei in provincia di Caserta, una in provincia di
Ferrara, una in provincia di Frosinone, due in provincia di Lecce, una a Milano,
cinque in provincia di Napoli, quattro a Roma e due in provincia di Salerno) e 33
soggetti (originari due della provincia di L’Aquila, quattordici della provincia di
Caserta, uno della provincia di Cuneo, uno della provincia di Frosinone, nove della
provincia di Napoli, quattro della provincia di Potenza, uno della provincia di Roma
ed uno della provincia di Salerno), risultati cessionari finali dei fittizi crediti di imposta.
L’attività portata a termine testimonia la particolare attenzione delle Fiamme Gialle
iblee verso i più attuali e pericolosi meccanismi di frode al bilancio dello Stato e
dell’Unione Europea, che possono essere contrastati solamente unendo all’ampio
patrimonio informativo messo a disposizione dai moderni strumenti tecnologici le
peculiari tecniche investigative della polizia economico-finanziaria.
Garantire che le risorse necessarie per il rilancio dell’economia del nostro Paese
siano correttamente distribuite rappresenta una cruciale forma di tutela dei diritti di
tutti i cittadini onesti e degli imprenditori italiani che conducono le proprie attività
economiche all’insegna della legalità.
Il provvedimento cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Ragusa, su richiesta
della Procura, interviene nella fase delle indagini preliminari ed è basato su
imputazioni provvisorie, supportate da gravi indizi di colpevolezza, che dovranno
comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel
rispetto, pertanto, della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione
garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
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