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Trasporto disabili: incontro chiarificatore

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Gela – Chiarita la posizione delle famiglie che hanno usufruito del servizio di trasporto disabili con AIAS. Questa mattina, al Comune, si è tenuto un incontro presieduto dal Sindaco Lucio Greco e dall’assessore ai servizi sociali, Nadia Gnoffo, al quale hanno preso parte sia l’associazione che il presidente della commissione servizi sociali e una delegazione delle famiglie. Queste ultime si sono rivolte all’assessorato e hanno chiesto il supporto del sindaco e dell’assessore per ottenere chiarimenti sulla vicenda.

Si tratta di famiglie che, lo ricordiamo, ad oggi non hanno presentato al Comune alcuna richiesta di rimborso, come da delibera n. 30 del 6 febbraio 2020. Gli amministratori hanno raccolto l’invito e hanno ribadito all’AIAS che il rapporto giuridico è tra il Comune e le famiglie, ed è con queste, pertanto, che è stato trovato l’accordo che permetterà di superare l’empasse. L’AIAS ha tratto, quindi, le proprie conclusioni rispetto ad una posizione che gli amministratori hanno sostenuto sin dall’inizio. 

“Si è creata, nostro malgrado, una situazione che non avremmo mai voluto e che ha creato non poche preoccupazioni tra le famiglie, alle quali possiamo garantire – commentano il Sindaco Greco e l’assessore Gnoffo – che l’Ente continuerà a riconoscere loro le somme come forma di rimborso. Saranno le famiglie che poi le inoltreranno alle associazioni alle quali volontariamente si sono rivolte per avere il servizio, proprio come sarebbe dovuto essere sin dall’inizio. Naturalmente, questi soldi saranno riconosciuti per le spese sostenute previa formale richiesta corroborata di tutta la documentazione all’ufficio competente, e si continuerà con questo sistema fino a quando non verrà indetta una nuova procedura, attraverso una modalità che abbiamo già individuato per integrare il regolamento del 2018 che ha letteralmente ingabbiato l’amministrazione. E’ solo grazie ad un’azione efficiente ed efficace dell’amministrazione che riusciamo a garantire la gratuità del trasporto, e, in tutta questa vicenda, resta il rammarico per quei soggetti politici che hanno voluto, ad arte, creare confusione e cavalcare l’onda di un malessere che l’amministrazione comprende ma di cui non ha alcuna responsabilità”.

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Attualità

La baia di Tucidide fruibile ma sporcata dall’uomo

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Il mare di Gela ha recuperato la trasparenza dei tempi d’oro degli anni ’50, quando rappresentava la punta di diamante della costa siciliana. Poi arrivò l’industria chimica senza regole ed il mare divenne una discarica.

A dieci anni dalla dismissione dell’industria pesante il mare è tornato al suo antico splendore e le spiagge sono prese d’assalto non soltanto dai gelesi ma dai cittadini del circondario, per non parlare delle famiglie dei migranti che tornano a fruirne.

Tutta la costa è fruibile: dalla spiaggia che si apre dopo qualche centinaio di metri dalla zona industriale ai confini con marina di Butera. E si vede!

A questo si aggiunga l’apporto dei volontari che hanno ripulito le spiagge dell’area sud apponendo nomi storici vista l’allocazione vicina alla zona archeologica. Il Comitato di quartiere Ospizio Marino, l’associazione Gela che cambia non si sono risparmiati ed il risultato parla da sè: spiagge pulite e fruibili.

Pulite fino a quando l’uomo non ci mette piede. E quando vi mette piede la spiaggia non è più pulita.

“E’ quanto è accaduto ieri – racconta il presidente dell’associazione, Emanuele Sacco – nella baia Tucidide, dove i bagnanti hanno lasciato spazzatura a profusione che siamo stati costretti a raccattare per lasciare tutto in ordine. E’ così difficile mettere i resti in un sacchetto e riporli nei cestini? Questo per non vanificare l’opera dei volontari che ha riportato in auge pezzi di spiaggia dimenticata da decenni”.

L’uomo sporca, è vero. Dappertutto. Ma le aziende incaricare non sono tanto solerti da ripulire nell’immediatezza, come avviene in tutte le città moderne. E il risultato è quello che si vede nelle foto.

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Da ‘Settimane Sociali’ nasce la pastorale integrata

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Una delegazione della chiesa armerina ha partecipato alla 50° edizione delle Settimane Sociali della Chiesa Cattolica Italia, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, che si è svolta a Trieste dal 3 al 7 luglio scorsi.


Al rientro da Trieste il Direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro, Walter Cardaci, si è confrontato con il Direttore della Caritas, don Mario Ziccarello e il delegato Alfonso Gambacurta.
Solidarietà e sussidiarietà continuano ad essere la bussola sociale della Chiesa italiana.
Occorre oggi, secondo le indicazioni del Santo Padre, il passaggio “dal parteggiare al partecipare col dialogo, organizzare la speranza e avviare processi e non occupare spazi”.
Tra le indicazioni emerse a Trieste vi è la volontà di avviare una proposta di attivita’ pastorale integrata, rivolta in particolare ai giovani, che punti alla formazione socio-politica, etica e spirituale e abbia come scopo anche l’acquisizione della consapevolezza dei diritti umani e della sorella madre terra, essendo in grado di dare il segno di una Chiesa profetica e missionaria, coinvolgendo le associazioni del laicato.

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Il parcheggio Arena e la vita da Cenerentola dei cittadini gelesi

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La chiusura del parcheggio Arena a mezzanotte non piace ai cittadini.

Significa costringere i cittadini a lasciare i locali pubblici prima di quell’ora o a interrompere la passeggiata al Lungomare per tornare a casa come Cenerentola cioè prima di mezzanotte. In una città di mare la sera si esce sempre molto tardi. Ogni cittadino dovrebbe essere libero di tornare a casa quando vuole. Un parcheggio con questo orario sopratutto nel fine settimana non è adatto assolutamente ad una città che aspira ad attirare turisti.

La richiesta che si leva dalla città è che il parcheggio pubblico a pagamento sia aperto h24. Come in ogni città normale .

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