Caro carburanti: il sindaco lancia l'idea del Bonus Sicilia
Il modello è quello della Basilicata
La Sicilia utilizzi una parte delle royalties per un Bonus Carburante destinato ad agricoltori e autotrasportatori. Il momento è adesso: lo duce il sindaco Terenziano Di Stefano.
«Del Made in Italy, oggi, rischiamo di non vedere nemmeno l’ombra.I cittadini hanno creduto nello slogan del Made in Italy pensando che l’Italia potesse tornare a valorizzare ciò che l’ha resa grande: la terra, l’agricoltura, l’industria, la capacità di produrre e la capacità di trasportare i nostri prodotti dentro e fuori dai confini nazionali.
E invece oggi assistiamo a una situazione che rischia di mettere in ginocchio proprio quei settori che dovrebbero rappresentare la spina dorsale del nostro sistema produttivo.Il prezzo del gasolio è arrivato a circa 2,40 euro al litro. L’accisa sul gasolio, alla data odierna, è pari a 62,29 centesimi al litro, e su questa componente fiscale viene applicata anche l’IVA.
In queste condizioni chiediamo agli agricoltori di produrre e agli autotrasportatori di trasportare le nostre merci, ma contemporaneamente aumentiamo il costo necessario per far funzionare trattori, camion e mezzi di lavoro.È una contraddizione che non possiamo più permetterci.La Sicilia non è una terra qualsiasi.È una Regione che da decenni ha una storia petrolifera e industriale importantissima. Abbiamo raffinerie, impianti di trasformazione, attività energetiche e un territorio che continua a essere interessato da importanti investimenti nel settore.A Gela, inoltre, abbiamo davanti alla nostra costa nuove attività legate alla produzione di gas e agli investimenti offshore, come Argo, Cassiopea e Panda.
La Sicilia produce energia, ospita infrastrutture energetiche e mette a disposizione il proprio territorio.
E allora dobbiamo porci una domanda semplice:perché una parte delle risorse generate da queste attività non deve tornare direttamente a sostenere chi, ogni giorno, produce e trasporta ricchezza in Sicilia?
La proposta è chiara.La Regione Siciliana deve istituire un Bonus Carburante Sicilia per agricoltori e autotrasportatori, finanziato attraverso una quota delle royalties e delle entrate che la Regione riceve dalle attività estrattive e dal comparto energetico.Non chiediamo una nuova tassa.Non chiediamo un nuovo debito.Chiediamo di utilizzare una parte delle risorse che derivano dalle attività energetiche presenti sul nostro territorio per sostenere i settori produttivi che oggi stanno pagando il prezzo più alto del caro carburanti.
È una scelta che avrebbe una logica precisa: le risorse generate dal nostro territorio devono contribuire a mantenere competitivo il nostro territorio.
L’obiettivo deve essere quello di costruire un beneficio che possa arrivare, complessivamente, a circa 30 centesimi al litro per i consumi professionali ammissibili, attraverso un meccanismo regionale compatibile con la normativa nazionale ed europea.
Non possiamo dire agli agricoltori di continuare a coltivare la terra e contemporaneamente lasciarli soli davanti a costi che ne compromettono la redditività.
Non possiamo chiedere agli autotrasportatori siciliani di competere con operatori di altri territori ignorando il costo aggiuntivo della nostra insularità.
Esiste già un precedente importante nel nostro Paese: la Basilicata utilizza risorse collegate alla propria attività petrolifera anche attraverso misure di sostegno ai residenti.La Sicilia ha una propria disciplina finanziaria e una propria storia energetica.
Dobbiamo quindi costruire un modello siciliano, utilizzando le royalties che la Regione riceve e individuando nella prossima legge finanziaria le risorse necessarie.Non possiamo più limitarci a guardare ciò che accade.
La questione non può essere scaricata esclusivamente sulla Regione.
A livello nazionale occorre intervenire sulla struttura della fiscalità dei carburanti e, in particolare, aprire una discussione sull’applicazione dell’IVA alla componente rappresentata dalle accise.Se su un litro di gasolio paghiamo oltre 60 centesimi di accisa e poi l’IVA viene calcolata anche su quella componente, è evidente che esiste uno spazio per una revisione della fiscalità che potrebbe produrre un beneficio immediato per cittadini e imprese.
La competitività delle nostre aziende non può essere sacrificata sull’altare della fiscalità.Non vogliamo soltanto denunciare il problema.
Vogliamo presentare proposte concrete e immediatamente attuabili, chiedendo alla Regione di inserirle nel percorso della prossima finanziaria.
La nostra richiesta è precisa:una parte delle royalties che la Regione Siciliana riceve dalle attività estrattive deve essere destinata a un Bonus Carburante per chi produce e per chi trasporta.Agricoltori e autotrasportatori devono essere messi nelle condizioni di continuare a lavorare e competere.La Sicilia non può essere soltanto il luogo dal quale si estraggono risorse.Deve essere anche il luogo nel quale quelle risorse tornano a creare sviluppo, lavoro e competitività.
Abbiamo ancora la possibilità di intervenire.
Ma dobbiamo farlo adesso.La finanziaria regionale è il momento giusto per assumere una decisione.Il Governo regionale si muova prima che sia troppo tardi.Perché il Made in Italy non si difende con gli slogan.Si difende facendo in modo che in Italia, e soprattutto in Sicilia, sia ancora possibile produrre.
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