Cascino:"Conti sceglie la strada dei risultati e li ottiene"
"A Gela dopo 40 giorni il sit-in resta solo populismo"
«Per settimane abbiamo assistito sui social al conteggio quotidiano del presidio davanti all’ospedale Vittorio Emanuele: 32° giorno, 33°, 34° e così via. Ma arrivati ormai a quasi quaranta giorni, la domanda è inevitabile: quali risultati concreti sono stati ottenuti per la sanità gelese?.
Lo dice Enzo Cascino esponente di GelaNova.
Che aggiunge:"la battaglia per il nostro ospedale è sacrosanta e riguarda il diritto alla salute di migliaia di cittadini. Proprio per questo non può essere misurata contando i giorni trascorsi sotto un gazebo, le fotografie pubblicate o le firme raccolte. Deve essere misurata in medici, servizi, reparti funzionanti e risposte concrete ottenute dall’ASP e dalla Regione.
Il confronto con Niscemi dovrebbe far riflettere. Il sindaco Di Stefano prenda spunto dal collega Conti, che ha scelto la strada dell’interlocuzione e della pressione istituzionale riuscendo a ottenere risposte per il proprio territorio.
A Gela, invece, continuiamo a contare il 32°, il 33°, il 34° giorno di sit-in per poi postarlo sui social. I cittadini non hanno bisogno del contatore del gazebo: hanno bisogno di risposte per il Vittorio Emanuele.
Anche le migliaia di firme raccolte meritano chiarezza: quale seguito avranno? A chi saranno consegnate e soprattutto quali risultati produrranno?
È vergognoso pensare di poter giocare politicamente con la salute di migliaia di cittadini. La sanità non può diventare un palcoscenico per ottenere visibilità e consenso. Chi amministra ha il dovere di andare nelle sedi competenti, esercitare il proprio peso istituzionale e ottenere risultati.
Mentre a Gela si contano e si pubblicano sui social i giorni del sit-in, altrove si contano i risultati ottenuti. Gela non ha bisogno di propaganda: ha bisogno di risposte concrete per la propria sanità».
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