Caso Arena, gli ex consiglieri chiedono l'appello

Contestata la lettura di Mazzarino lab:"la sentenza riguarda solo la procedura non la legittimità del rimborso"

A cura di Redazione Redazione
05 agosto 2026 19:24
Caso Arena, gli ex consiglieri chiedono l'appello  -
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La vicenda dei rimborsi spese di viaggio liquidati al consigliere comunale Damiano Arena continua a generare tensioni politiche a Mazzarino, dove gli ex consiglieri Vincenzo Mantione, Gaetano Petralia e Antonina Maria Corinto intervengono per contestare la lettura fornita dal gruppo politico Mazzarino Lab dopo la sentenza del Giudice di Pace di Gela.

Secondo i tre ex amministratori, la decisione del giudice non chiude affatto la questione e i cittadini hanno diritto a conoscere l’intero quadro, a partire dal fatto che la Regione Siciliana, con nota del 16 febbraio 2026, ha confermato la fondatezza della loro segnalazione, rilevando che il rimborso erogato ad Arena era stato liquidato in difformità alla normativa regionale e intimando al Comune di procedere senza indugio al recupero delle somme. Una presa di posizione formale, sostengono, che non può essere ridotta a una disputa politica. Nel comunicato diffuso oggi, gli ex consiglieri contestano inoltre la narrazione di Mazzarino Lab, che ha presentato la sentenza del 31 luglio come una vittoria nel merito.

La decisione del Giudice di Pace, spiegano, non ha stabilito che il rimborso fosse legittimo, ma ha annullato l’atto di recupero per un vizio procedurale: la mancata comunicazione dell’avvio del procedimento al consigliere Arena, come previsto dalla legge 241 del 1990. La questione sostanziale, cioè la spettanza o meno del rimborso e il conflitto tra normativa statale e regionale, resta impregiudicata. Per Mantione, Petralia e Corinto si tratta dunque di un errore di forma che non cancella la violazione sostanziale già accertata dalla Regione, la quale ha chiarito che il beneficio è riservato esclusivamente ai consiglieri residenti nelle isole minori della Sicilia, condizione che Arena non possiede.

Da qui la richiesta, avanzata oggi al Dipartimento regionale delle Autonomie Locali, affinché l’Assessorato solleciti il Comune a valutare la proposizione dell’appello contro la sentenza, così da ottenere una pronuncia nel merito e non lasciare che un tecnicismo procedurale determini la rinuncia di fatto al recupero delle somme. Una scelta che gli ex consiglieri definiscono dettata dal senso di responsabilità verso le casse comunali e verso i cittadini, perché, sostengono, se la Regione ha accertato l’irregolarità del rimborso, il Comune ha il dovere di far valere le proprie ragioni fino in fondo.

Nel comunicato si ribadisce infine che la vicenda deve essere letta alla luce degli atti e non della propaganda, ricordando che la Regione ha giudicato irregolare il rimborso, che il Comune ha avviato il recupero in esecuzione di tale indicazione e che il Giudice di Pace ha annullato l’atto esclusivamente per un errore procedurale, senza mai affermare che il rimborso fosse dovuto. Gli ex consiglieri assicurano che continueranno a seguire la questione con l’obiettivo di tutelare la legalità e le risorse pubbliche del Comune, al di là degli schieramenti politici.

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