Chieste misure cautelari per vertici di Impianti e tecnici
L'inchiesta sui rifiuti a Timpazzo iniziata nel 2023. Al centro l'ing. Giovanna Picone
L’indagine sulle presunte irregolarità ambientali nel ciclo dei rifiuti a Timpazzo entra nel vivo. I pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, che coordinano l’inchiesta condotta dai Carabinieri di Gela e del Noe , hanno presentato al gip richieste di custodia cautelare in carcere per diversi dirigenti e tecnici di Impianti Srr.
L’attività investigativa, partita nel 2023 ha portato i carabinieri a ricostruire quella che per l’accusa sarebbe una filiera illecita legata alla gestione dei rifiuti. Ci sono ora le richieste di misura cautelareper Giovanna Picone,amministratore della società in house Impianti Srr, per l’architetto Giuseppe Bellavia e per l’ingegnere Salvatore Parlatore, considerati tecnici di riferimento della struttura e coinvolti negli anni in diversi iter progettuali. Nel mirino degli investigatori anche i responsabili d’area Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza, per i quali è stata avanzata la stessa richiesta di misura cautelare.
La vicenda si collega a un altro procedimento già avviato dai pm della procura di Gela, che avevano aperto verifiche sulle presunte irregolarità ambientali che coinvolgono i vertici di Impianti.
Gli indagati saranno ascoltati dal gip del tribunale di Caltanissetta già da lunedì prossimo, in occasione degli interrogatori preventivi fissati prima di ogni eventuale decisione sulle misure richieste.
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