Claudia Abbate sul palco del Teatro antico di Taormina
La danzatrice e coreografa gelese: "La danza non ha età, la passione supera ogni stanchezza, le grandi opportunità vanno colte con coraggio"
Su un palco prestigioso, quello del Teatro antico di Taormina, alle soglie delle sue 46 primavere. Non c’è età per vivere e realizzare i propri sogni e Claudia Abbate, danzatrice e coreografa, lo sa bene. Nei giorni scorsi è andata in scena con “Lo schiaccianoci” insieme al Balletto di Sicilia: «In realtà è Dio che mi ha voluto fare questo regalo», dice. Un percorso cominciato quasi per caso, come racconta lei stessa, insieme alle allieve dell’Accademia di arti sceniche.
«Tutto è nato con l'intento di accompagnare e sostenere le mie ragazze. A maggio ho organizzato in accademia uno stage-audizione: sei di loro, sono state selezionate per il pre-spettacolo di contemporaneo de “La bella addormentata”, che andrà in scena il 4 agosto al Teatro antico di Taormina, con protagonisti Amilcar Moré Gonzalez e Virginia Tomarchio. Durante le prove a Catania con il Balletto di Sicilia, ho voluto spronare le ragazze a mettersi in gioco anche per l'audizione del corpo di ballo classico. Per supportarle e memorizzare i passi ed aiutarle a ripassare a casa – prosegue la coreografa –, ho chiesto al direttore se potevo mettermi in un angolo della sala per imparare la coreografia. Lui mi ha vista danzare e mi ha chiesto di prendere parte con il corpo di ballo ad entrambi gli spettacoli, quello di luglio “Lo Schiaccianoci” e quello di agosto “La bella addormentata”».
Decisivo è stato “l’equivoco” sull’età: «Il direttore pensava avessi vent’anni in meno, ma quando gli ho detto l'età ha risposto: “Vabbè, ormai te l’ho detto e non me lo rimangio. Se tu te la senti, per me non è un problema”».
E così, Claudia Abbate ha potuto esprimere il proprio talento, frutto di anni di impegno e dedizione, in uno dei palcoscenici più ambiti: «Sono andata in scena per me, perché quel palco è magico e l'ho reputato un dono divino, ma anche per dare un esempio e stimolo alle mie ragazze: la danza non ha età – sottolinea Abbate –, la passione supera ogni stanchezza, anche dopo un anno intenso di lavoro e il saggio di fine giugno, e le grandi opportunità vanno colte con coraggio. Quando metti il cuore e la dedizione in quello che fai, la vita sa sorprenderti».
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