Completato bypass per i serbatoi Caposoprano e Montelungo
Sostituiti 4 km di condotta fragile
Da oggi è in funzione il nuovo bypass che di fatto restituisce una nuova condotta per i serbatoi di Caposorano e Montelungo. Un intervento straordinario che ha portato alla sostituzione di quasi 4 chilometri di tratta di rete storicamente fragile.
"Il recupero di circa 100 mila metri cubi d’acqua all’anno è uno dei risultati più significativi dell’intervento di manutenzione straordinaria eseguito da Siciliacque sulla condotta San Leo-serbatoi Gela (Caposoprano e Montelungo) – spiegano da Siciliacque - Un intervento di fondamentale importanza per il territorio, progettato per risolvere in modo definitivo le criticità di un tratto di rete storicamente vulnerabile”.
Stamattina il Sindaco Terenziano di Stefano e l’assessore Filippo Franzone hanno effettuato un sopralluogo per accertare la messa in funzione della nuova condotta, con materiale di qualità. “Innanzitutto chiediamo scusa ai cittadini – ha detto il Sindaco - per le interruzioni di questi ultimi giorni ma questa volta non sono dovute a riparazioni ma all’inserimento definitivo della nuova rete idrica di San Leo, che da da decenni hanno procurato notevoli disagi”.
“Da stamattina è ripartita l’erogazione – ha aggiunto l’assessore Franzone – e man mano aumenteremo portata e pressione. L’obiettivo è quello di erogare al 60-70 per cento della città acqua H24”.
Il progetto ha previsto la sostituzione integrale di oltre 3.900 metri lineari della condotta preesistente con una nuova tubazione in Hdpe (Polietilene ad alta densità), un materiale ad alte prestazioni che assicura una maggiore durabilità e resistenza alle sollecitazioni.
I lavori sono stati eseguiti con l’ausilio di tecniche “no-dig”, cioè senza scavo. In particolare, è stata utilizzata la trivellazione orizzontale controllata (Toc) per l’attraversamento della Sp8 (via Butera) e di un canale di drenaggio delle acque meteoriche. L’operazione ha consentito la realizzazione di un tunnel sotterraneo di oltre 300 metri, con una profondità che supera gli 8 metri nel punto centrale, evitando scavi a cielo aperto e limitando i disagi alla circolazione.
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