Contro la crisi del grano duro serve intervento tempestivo
La mobilitazione del Comune di Mussomeli in rete con altri della Sicilia
Nel nuovo scenario internazionale il grano duro non è più soltanto una produzione agricola, ma una risorsa strategica esposta alle tensioni geopolitiche e alla competizione globale per il controllo delle filiere alimentari. La concentrazione della produzione mondiale in pochi grandi Paesi e la crescente instabilità dei mercati rendono vulnerabili quei territori che rinunciano alla propria capacità produttiva, aumentando la dipendenza dalle importazioni.
È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa del Vicesindaco di Mussomeli, on. Giuseppe Catania, che ha chiesto un intervento urgente alla Regione Siciliana per affrontare una crisi che non riguarda soltanto il reddito degli agricoltori, ma la sicurezza alimentare e la resilienza economica dell’isola.
La Sicilia, con oltre 264.000 ettari coltivati e più di 680.000 tonnellate annue, rappresenta uno dei principali bacini italiani di grano duro, ma oggi gli agricoltori percepiscono prezzi inferiori ai costi di produzione, con perdite che mettono a rischio migliaia di aziende. L’indebolimento della cerealicoltura avrebbe conseguenze che vanno oltre la contrazione del settore: abbandono delle superfici, perdita di presidio del territorio, aumento del rischio idrogeologico e maggiore dipendenza dall’estero. Catania richiama il valore strategico delle grandi commodities agricole, sottolineando come il controllo delle materie prime alimentari sia ormai una leva geopolitica. Difendere il grano siciliano significa quindi tutelare le comunità rurali e preservare un patrimonio produttivo nazionale.
Il Comune di Mussomeli ha avviato una mobilitazione istituzionale che coinvolgerà i 391 Comuni siciliani, con l’obiettivo di costruire un fronte unitario capace di sostenere la richiesta di interventi straordinari. La difesa della cerealicoltura, afferma il Vicesindaco, riguarda il futuro della Sicilia e la capacità dell’Italia di mantenere autonomia produttiva in un contesto internazionale sempre più instabile. Investire nel grano duro significa investire nella sicurezza alimentare, nella stabilità delle aree interne e nella resilienza dell’intero sistema regionale.
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