Dagli scavi archeologici di Monte Adranone nuovi “tesori”
Si è conclusa una nuova campagna di scavi sul Monte Adranone, dopo anni di interruzione, condotta dal Winckelmann-Institut della Humboldt-Universität zu Berlin
PALERMO (ITALPRESS) – E’ una delle zone archeologiche più spettacolari di tutta l’isola, non solo dal punto di vista culturale ma anche paesaggistico e ambientale. Anche perchè dai suoi quasi mille metri d’altezza domina il panorama di tutta la Sicilia occidentale.
Il sito di Monte Adranone – al confine tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo – non è molto conosciuto forse proprio a causa delle difficoltà per raggiungerlo, attraverso una strada che si inerpica sulla montagna che sovrasta il borgo arabo di Sambuca di Sicilia. Eppure dagli scavi compiuti in questo grande insediamento urbano dagli influssi punici e greci, che conobbe il suo periodo di massimo splendore tra l’VIII e il II secolo a.C., sono emersi reperti di inestimabile valore: da vasi di ceramica attica in perfetto stato di conservazione a cinture di bronzo, da anfore, terrecotte e altre suppellettili ad eleganti capitelli in stile ionico.
Proprio in questi giorni si è conclusa una nuova campagna di scavi sul Monte Adranone, dopo anni di interruzione, condotta dal Winckelmann-Institut della Humboldt-Universität zu Berlin, in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento diretto da Roberto Sciarratta e la Hochschule für Technik Berlin, sotto la responsabilità scientifica della professoressa Agnes Henning e di Maria Concetta Parello. Alla missione, durata due settimane, hanno partecipato, archeologi, tecnici e alcuni studenti dell’università tedesca.
“Le attività – dice Roberto Sciarratta – hanno avuto l’obiettivo di approfondire la conoscenza dell’organizzazione insediativa e delle influenze culturali. La sua struttura è influenzata da diverse impronte culturali che hanno agito sulla comunità locale nel corso del I millennio. Dalla tarda età del bronzo fino al III secolo a.C., in questo luogo si sviluppò un modello insediativo del tutto peculiare, in cui si fondevano influenze indigene, greche e puniche. Un esempio particolarmente suggestivo è costituito dalle complesse strutture edilizie, dotate di un edificio circolare che probabilmente veniva utilizzato come sala di riunione o luogo di culto per grandi gruppi familiari (clan)”.
Il direttore del Parco aggiunge che la campagna “si è concentrata sulla documentazione delle strutture urbanistiche già individuate e sul rilevamento dell’area mediante tecnologie moderne, utili a comprendere meglio il rapporto tra gli edifici e la conformazione del terreno. Particolare attenzione è stata dedicata all’Acropoli fortificata, forse legata a un’élite locale, e alla cosiddetta Fattoria, una struttura di dimensioni eccezionali che domina la terrazza meridionale e non trova, allo stato attuale, confronti significativi”.
La professoressa Henning spiega che l’obiettivo dei lavori di quest’anno “è innanzitutto quello di effettuare un’approfondita analisi dello stato attuale. In primo piano vi è la documentazione delle numerose strutture finora riportate alla luce. Ciò comprende anche un rilevamento aggiornato dell’area con metodi moderni e la localizzazione degli edifici individuati in un modello del terreno. Questo collegamento può evidenziare come gli edifici abbiano dovuto adattarsi al terreno, spiegando così le presunte irregolarità”.
L’archeologa tedesca sottolinea inoltre lo straordinario interesse di Monte Adranone, che si trova in una posizione strategica tra Selinunte e l’antica Akragas.“Le strutture e gli edifici che sono stati portati alla luce ci dicono che si trattava di un centro abitato di grandi dimensioni, con circa 2-3 mila residenti. La presenza di un grande teatro non è esclusa, visto che il sito fu abbandonato intorno alla metà del III secolo”. Di certo la sua eventuale scoperta regalerebbe alla Sicilia un altro teatro antico con un panorama unico; già adesso sul pianoro del sito si svolge una stagione estiva con spettacoli classici, al tramonto e all’alba, curati dalla direttrice artistica del teatro comunale Costanza Amodeo.
Gli scavi, annuncia la professoressa Henning, riprenderanno il prossimo mese di settembre e chissà che questa non sia la volta buona per individuare anche il teatro. Di sicuro la nuova campagna accende nuovamente i riflettori su un’area archeologica che merita di essere meglio conosciuta e valorizzata, come sottolineano il sindaco di Sambuca Giovanna Casà e l’assessore alla cultura Giuseppe Cacioppo che puntano anche su questa risorsa per lo sviluppo turistico del borgo. “Non a caso – ricorda il sindaco – è stata appena firmata la convenzione con il Parco della Valle dei templi per la cogestione del museo archeologico di Palazzo Panitteri dove sono custoditi i preziosi reperti scoperti sul Monte Adranone”.
– foto nu/Winckelmann-Institut della Humboldt-Universität zu Berlin –
(ITALPRESS).
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Verificato il: 19 ottobre 2026
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