De Luca e Di Stefano vanno a braccetto
I temi trattati durante la tappa gelese del tour del leader di Sud chiama Nord
Prosegue da Gela il tour di presentazione del Governo di Liberazione promosso da Cateno De Luca, con un incontro partecipato che si è svolto alla Pinacoteca del Palazzo di Città, alla presenza di amministratori, dirigenti locali e rappresentanti di Sud chiama Nord. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Gela Terenziano Di Stefano e dell’assessore Filippo Franzone, che hanno ribadito il valore del confronto politico e amministrativo avviato con Sud chiama Nord su alcune delle principali priorità del territorio. Nel suo intervento, il sindaco ha evidenziato il legame politico e amministrativo costruito in città: «L’amministrazione di Gela è nata esattamente con questa identità e con questo percorso». Un ringraziamento è stato inoltre rivolto a Cateno De Luca e alla sua squadra per l’attenzione costante dimostrata verso Gela e verso i territori industrializzati che attendono ancora risposte concrete da parte dello Stato e della Regione. L’assessore Filippo Franzone il significato politico della presenza di De Luca in città: «Questa visita dimostra l’importanza che Gela riveste nella regione siciliana e nel cuore di Sud chiama Nord. Gela è una città che ha tante problematiche e noi, insieme a Sud chiama Nord, vogliamo affrontarle per portare soluzioni concrete». Franzone ha ricordato i tre punti cardine dell’impegno amministrativo: emergenza idrica, sanità e rimodulazione territoriale provinciale, temi che rappresentano anche la base del patto politico costruito in città.
A seguire, il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice ha ribadito il senso politico del tour e la centralità del lavoro nei territori: «Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio sono per noi un passaggio importante, ma il nostro sguardo è già rivolto anche al governo della Regione. Il progetto del Governo di Liberazione deve rappresentare un momento di rilancio per la Sicilia, una terra meravigliosa che troppo spesso vede le proprie potenzialità inespresse. Noi vogliamo esportare il modello della buona amministrazione in tutti i territori possibili». Lo Giudice ha inoltre evidenziato come la presenza di Sud chiama Nord non sia legata soltanto alle scadenze elettorali: «A Gela non si vota né domani né a maggio, ma esserci oggi significa dimostrare attenzione vera, presenza concreta, volontà di confronto e di costruzione politica anche lontano dalle campagne elettorali». Nel suo intervento conclusivo, Cateno De Luca ha delineato il quadro politico regionale e rilanciato la proposta del Governo di Liberazione come strumento per cambiare radicalmente la Sicilia. «Noi siamo già in campagna elettorale anche per le regionali. Lo avevamo detto nei mesi scorsi: questo governo è ai titoli di coda e, dopo le amministrative, si aprirà una fase che potrebbe portarci entro ottobre alle elezioni anticipate». De Luca ha quindi chiarito che il percorso avviato non ruota attorno ai nomi, ma a un metodo e a una visione: «Noi non stiamo portando in giro la candidatura di qualcuno alla Presidenza della Regione. Stiamo portando avanti il Governo di Liberazione, cioè un metodo per definire prima il modello di Sicilia che vogliamo e poi individuare chi ha le caratteristiche per interpretarlo».
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato l’autonomia politica della Sicilia: «Rilanciare l’autonomia significa prima di tutto liberare la classe politica siciliana dalla dipendenza romano-centrica. Se si va a votare in anticipo, si inverte il paradigma: non saremo più noi ad avere bisogno dei partiti nazionali, ma saranno loro ad avere bisogno di noi». De Luca ha poi ribadito la natura del progetto: «La nostra è una strategia autonomista, civica e progressista. Autonomista, perché vogliamo spezzare la subordinazione politica verso Roma. Civica, perché crediamo che i 391 sindaci siciliani debbano essere messi nelle condizioni di garantire servizi ai cittadini. Progressista, perché bisogna rompere definitivamente con una classe dirigente che, negli ultimi decenni, ha contribuito al disastro della Sicilia».
Dura anche l’analisi sul sistema politico e amministrativo regionale: «Non si può continuare a tenere i sindaci al guinzaglio, privandoli delle risorse necessarie e costringendoli a mendicare fondi. Così si alimenta solo un sistema di dipendenza e di controllo. Noi vogliamo sindaci forti, liberi, messi in competizione positiva per fare meglio e di più nei propri territori». De Luca ha quindi lanciato la proposta politica che sta alla base del tour: «Serve una grande coalizione trasversale per isolare quella parte malata della politica che continua ad alimentare una gestione politico-mafiosa dei servizi regionali, dalla sanità ai rifiuti, fino ai grandi nodi della pubblica amministrazione. Se non si isola questa componente, qualsiasi governo continuerà a esserne ostaggio».
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