"Dieci giorni davanti all’ospedale mentre la città affonda"

Iaglietti (FdI):⁰La cosa pubblica gestita come casa propria"

A cura di Redazione Redazione
10 agosto 2026 14:36
"Dieci giorni davanti all’ospedale mentre la città affonda" -
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Da dieci giorni il Sindaco di Gela è davanti all’ospedale a raccogliere firme e sul tema della sanità il dirigente di Fratelli d’Italia Diego Iaglietti chiarisce che "è serio, drammatico e riguarda tutti. Nessuno intende sminuire una battaglia che ha come obiettivo la tutela del diritto alla salute dei cittadini gelesi" ma aggiunge che "proprio perché il problema è così importante, occorre dirlo con chiarezza: il metodo scelto dal Sindaco appare ormai debole, inefficace e sproporzionato rispetto al ruolo e agli strumenti istituzionali che un primo cittadino possiede".

Secondo Iaglietti "un Sindaco non è un semplice manifestante. Un Sindaco governa" e pur riconoscendo che "può protestare, certamente. Può anche utilizzare iniziative simboliche per richiamare l’attenzione delle istituzioni" ribadisce che "deve soprattutto esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale: convocare tavoli, pretendere risposte, coinvolgere tutte le rappresentanze politiche e istituzionali, sollecitare formalmente Regione e Governo nazionale e mettere in campo ogni iniziativa possibile nell’ambito delle proprie competenze" perché "quando la protesta diventa l’azione prevalente, rischia di trasformarsi da strumento di pressione in un alibi politico". Nel comunicato si denuncia poi che "mentre il Sindaco presidia l’ospedale, la città continua a fare i conti con degrado, sporcizia, cattivi odori e numerose segnalazioni sulla presenza di topi" e si sottolinea che "anche questa è salute pubblica" in quanto "la tutela della salute dei cittadini non passa soltanto dall’ospedale, ma anche dall’igiene urbana, dalla pulizia delle strade, dalla derattizzazione, dalla salubrità degli spazi pubblici e dalla capacità dell’Amministrazione di intervenire tempestivamente sulle emergenze quotidiane" con la richiesta di non accettare che "mentre si rivendica giustamente maggiore attenzione sulla sanità, Gela venga lasciata in balìa del degrado".

Iaglietti accende i riflettori anche su una nomina in una società partecipata la Ssr 4: "e mentre tutta l’attenzione pubblica viene concentrata sulla protesta davanti all’ospedale, arriva una scelta sulla quale riteniamo doveroso accendere i riflettori. Per volontà dell’Amministrazione viene nominato revisore di una società partecipata il compagno di un assessore attualmente in carica, nonché padre di un consigliere comunale appartenente alla maggioranza" precisando di "non intendere formulare giudizi sulla professionalità della persona nominata, né anticipare valutazioni di carattere giuridico che competono ad altre sedi" ma ponendo "una questione politica e di opportunità" e chiedendosi "possibile che, tra tanti professionisti, la scelta debba ricadere proprio su una persona legata da rapporti familiari così diretti a esponenti dell’Amministrazione e della maggioranza?" perché "la politica non deve limitarsi a rispettare formalmente le regole: deve anche garantire trasparenza, imparzialità e credibilità nelle proprie scelte" visto che "le società partecipate appartengono alla città, non alla maggioranza di turno" e "la cosa pubblica non può dare nemmeno l’impressione di essere amministrata come un affare domestico, nel quale incarichi e ruoli finiscono per gravitare sempre attorno alle stesse cerchie politiche e familiari". Nella parte conclusiva del cimunicato il dirigente di FdI afferma che "la battaglia per l’ospedale è giusta. Il modo in cui viene condotta è sbagliato e non può diventare il paravento dietro il quale nascondere tutto il resto" e chiede che "vengano utilizzati fino in fondo tutti gli strumenti istituzionali disponibili per affrontare la vertenza sanitaria e che, nello stesso tempo, siano messi in campo interventi straordinari e immediati per igiene urbana, pulizia, derattizzazione e controllo del territorio" oltre a pretendere che "sulla gestione delle società partecipate prevalgano sempre criteri di trasparenza, opportunità, autonomia e interesse pubblico, evitando scelte che possano alimentare anche soltanto il sospetto di una gestione politica o familiare degli incarichi". Chiude con un appello diretto: "la salute dei cittadini si difende con atti concreti. La credibilità delle istituzioni si difende con scelte limpide. La città si governa assumendosi responsabilità, non limitandosi a protestare. Oggi Gela ha bisogno di risposte, non di scenografie. Ha bisogno di amministrazione, non di propaganda. E soprattutto ha bisogno che la cosa pubblica torni ad essere percepita come patrimonio di tutti e non come casa propria".

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