"Emettere francobollo per lo sbarco del 1943"

Il prof Nuccio Mulé scrive per la quinta volta alle più alte cariche istituzionali

03 luglio 2026 09:59
"Emettere francobollo per lo sbarco del 1943" -
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Per la quinta volta, il professore Nuccio Mulé, cultore di storia patria, ha inviato una lettera alle più alte cariche dello Stato e della Regione Siciliana e al sindaco di Gela, per lamentare un fatto di poca attenzione istituzionale nei riguardi di un anniversario che ha visto la Sicilia, a partire dal lontano 10 luglio 1943, sede di un importante avvenimento della Storia mondiale. Si tratta della ricorrenza dell’anniversario dello Sbarco Alleato, sulle spiagge dei Golfi di Gela e di Noto, di cui lo stesso Mulé, già a partire dal maggio del 2022, ha chiesto all’istituzione competente l’emissione di un francobollo che, però, non è stato preso in considerazione.

"E' incomprensibile - dice Mulé - che in Italia non sia stato mai emesso un francobollo a ricordo di tale avvenimento. E come se si provasse vergogna del fatto che l’allora Regio Esercito Italiano, assieme al contingente tedesco, che operava in Sicilia subì una sconfitta da parte degli Alleati; una sconfitta dovuta all’enorme differenza di mezzi anche se per i soldati italiani, il semplice fatto di aver affrontato la guerra in condizioni di notevole inferiorità, fu di per sé un atto di eccezionale coraggio. Sembra che “meno se ne parla e se ne scrive, meglio è…”.

Con l'ennesima lettera si reitera la supplica di intervenire sulla possibilità di un ripensamento dell’istituzione competente affinchè, nel Programma Carte Valori Postali per l’anno 2027 del Ministero dello Sviluppo Economico, ci sia l’aggiunta riferita al francobollo nell’84° anniversario.

"Dispiace - aggiunge - che non si voglia tener conto di un avvenimento della storia d’Italia che ha visto l’olocausto di decine di migliaia di soldati italiani, soprattutto nella Divisione Fanteria “Livorno” con oltre settemila morti, che nell’Isola immolarono la loro vita per difendere la Patria da quelli che allora erano considerati giustamente invasori. Dispiace pure che l’attuale Governo non abbia tenuto conto dei militari italiani che hanno servito la Patria in quel lontano 1943 in Sicilia e a Gela in particolare. Non si ritiene plausibile che le istituzioni a livello nazionale e regionale si rendano responsabili di tale “dimenticanza”.

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