Etna, Cna Sicilia “L’emergenza ceneri richiede un piano strategico degli aeroporti”

PALERMO (ITALPRESS) – La CNA Sicilia interviene sull’emergenza che da settimane paralizza l’aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall’attività eruttiva dell’Etna. L’ennesima

A cura di Italpress Italpress
17 agosto 2026 16:22
Etna, Cna Sicilia “L’emergenza ceneri richiede un piano strategico degli aeroporti” -
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PALERMO (ITALPRESS) – La CNA Sicilia interviene sull’emergenza che da settimane paralizza l’aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall’attività eruttiva dell’Etna. L’ennesima interruzione operativa, che ha colpito in pieno la settimana di Ferragosto, ha provocato un danno economico senza precedenti per tutto il comparto turistico e commerciale della Sicilia orientale.

Di fronte a un fenomeno destinato a ripresentarsi, CNA Sicilia chiede alla società di gestione SAC, in collaborazione con le istituzioni regionali e nazionali, di superare la logica dell’emergenza e predisporre un piano strutturale che trasformi l’intero sistema aeroportuale isolano in una rete integrata e resiliente. In particolare, si chiede il potenziamento e la piena integrazione degli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo come alternative operative stabili e non come semplici “ruote di scorta”, al fine di non farsi trovare impreparati alla prossima emergenza.

“Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un’emergenza gestita in ordine sparso,” dichiara il Presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli. “Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi. Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese. Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate, e può essere integrato in un piano coordinato. Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti. Serve la volontà politica e gestionale di investire su questi scali, andando oltre le risorse già stanziate, e di creare un vero protocollo multi-scalo che garantisca continuità territoriale anche in situazioni di crisi. A ciò deve affiancarsi, con altrettanta urgenza, un provvedimento di ristoro immediato per le imprese del comparto turistico, ricettivo e della filiera logistica che hanno subito perdite documentate a causa delle chiusure ripetute dello scalo etneo: indennizzi per i voli cancellati, mancate presenze alberghiere, contratti di noleggio e servizi interrotti, oltre a un credito d’imposta straordinario per le piccole e medie imprese colpite, da erogare entro la fine della stagione estiva per evitare il tracollo di interi comparti locali”.

“Quanto sta accadendo a Catania, a Comiso e, più in generale, all’intero sistema dei collegamenti aerei dell’Isola dimostra in modo plastico la fragilità di un sistema che fa affidamento quasi esclusivamente su uno scalo geograficamente esposto a un fenomeno naturale come l’Etna,” aggiunge il Segretario Regionale della CNA Sicilia, Piero Giglione. “La soluzione non può essere solo quella di dirottare i voli su Palermo, rischiando di saturare lo scalo Falcone-Borsellino. Occorre un piano strategico che preveda un potenziamento effettivo di tutti gli aeroporti siciliani – Catania, Palermo, Comiso e Trapani – con collegamenti rapidi e infrastrutture di trasporto terrestre all’altezza di una regione che vive di turismo. Chiediamo che il Governo nazionale, la Regione Siciliana, l’ENAC e i gestori aeroportuali si siedano al tavolo con le categorie economiche per definire al più presto un intervento straordinario e un fondo di ristoro per tutte le attività colpite”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Verificato il: 17 agosto 2026

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