Etna, Perna: "Alla Sicilia non servono misure spot"
Il responsabile regionale Turismo di Italia Viva – Casa Riformista Sicilia: "Basta inseguire, servono programmazione e un piano permanente"
«Ancora Fontanarossa è stato costretto a interrompere gli arrivi per la cenere dell’Etna. Domenica gli atterraggi erano già stati limitati a dieci l’ora. Dopo mesi di chiusure e restrizioni, non siamo più davanti a un’eccezione: siamo davanti a un problema strutturale che il governo regionale continua ad affrontare come un’emergenza del momento». Lo afferma Giuseppe Perna, responsabile regionale Turismo di Italia Viva – Casa Riformista Sicilia.
«Schifani e Aricò hanno risposto alle crisi con autobus straordinari, treni aggiuntivi e interventi organizzati di volta in volta. Misure utili nell’immediato, ma non sufficienti. Ad agosto la Regione arrivò a predisporre oltre cento corse speciali e sei treni aggiuntivi: se a ogni nuova eruzione bisogna ricostruire la macchina dell’emergenza, significa che manca ancora un sistema permanente».
«Lo stesso ENAC parla ormai della necessità di un “backup strutturato” e, soltanto il 15 settembre, è stata allargata la cabina di regia agli altri aeroporti siciliani per definire meglio ruoli e procedure. Questo dimostra quanto sia urgente passare dalla reazione alla programmazione».
«Gli investimenti su Comiso sono necessari, ma non bastano. Serve un vero sistema aeroportuale regionale: collegamenti permanenti e immediatamente attivabili tra Catania, Comiso, Palermo e Trapani, integrazione con ferro e gomma, assistenza ai passeggeri e procedure già definite prima che l’emergenza inizi. Schifani e Aricò smettano di inseguire l’Etna con provvedimenti straordinari: i siciliani hanno bisogno di una Regione capace di programmare l’ordinario anche quando accade lo straordinario».
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