ETS-trasporto marittimo: l'Italia chiede correttivi urgenti

Il commissario dell'AdSP Tardino: "Gli obiettivi della transizione ecologica vanno coniugati con la competitività del sistema portuale”

A cura di Redazione Redazione
20 febbraio 2026 18:18
ETS-trasporto marittimo: l'Italia chiede correttivi urgenti -
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Il tema dell'ETS applicato al trasporto marittimo è al centro del dibattito europeo. L'estensione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione allo shipping è considerata una norma che penalizza l'economia europea, incidendo sulla competitività di flotte e porti UE. In assenza di un analogo sistema globale, la misura genera distorsioni di mercato, con effetti sui traffici marittimi e sull'attrattività degli scali europei rispetto a quelli extra-UE.

Anche la European Sea Ports Organisation (ESPO), con la segretaria generale Isabelle Ryckbost, ha espresso preoccupazione, presentando a Bruxelles i primi risultati dell'Osservatorio EU ETS dei Puertos del Estado spagnoli, durante un incontro al quale ha partecipato il commissario straordinario dell'Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino.

Lo studio rileva un aumento significativo e anomalo delle attività nei porti non UE prossimi all'Europa e analizza le possibili ricadute sulla competitività dei porti europei e i rischi di rilocalizzazione delle emissioni, in vista della revisione del quadro normativo ETS per il 2026. "Il lavoro dell'Osservatorio spagnolo - ha dichiarato il commissario straordinario Tardino, intervenendo nel dibattito anche in rappresentanza di Assoporti, l'associazione dei porti italiani, su incarico del presidente Roberto Petri - rappresenta un autentico passo avanti.

Si tratta di un lavoro più completo rispetto a quello realizzato dalla Commissione europea, che ho ritenuto incompleto. Ora dobbiamo concentrare i nostri sforzi sulle soluzioni relative al trasbordo. Su questo punto desidero essere chiara: estendere il perimetro della regola delle trecento miglia nautiche non è una soluzione efficace. Non funziona".

"Abbiamo bisogno - ha proseguito Tardino - di strumenti più incisivi e concreti, a partire da una deroga che l'Italia ha richiesto più volte. C'è poi un ultimo tema che non possiamo ignorare: nel nostro Paese affrontiamo un grave problema legato ai collegamenti con le isole maggiori e al sistema delle Autostrade del Mare, nonché allo Short Sea Shipping, dove l'Italia è leader mondiale. Tutti aspetti non coperti dallo studio spagnolo: anche su questi fronti, quindi, sono necessarie misure correttive adeguate. Non c'è più tempo da perdere: dobbiamo agire rapidamente e con determinazione. Gli obiettivi della transizione ecologica vanno coniugati con la salvaguardia della competitività del sistema portuale e della continuità territoriale"

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