Furto al MuMe di Messina, rubate quattro opere attribuite ad Antonello

MESSINA (ITALPRESS) – Clamoroso furto al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Nella serata di ieri, 15 agosto, ignoti sono riusciti a introdursi nelle sale espositive e a sottrarre quattro opere attribuite ad Antonello da Messina: tre de

A cura di Italpress Italpress
16 agosto 2026 12:22
Furto al MuMe di Messina, rubate quattro opere attribuite ad Antonello -
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MESSINA (ITALPRESS) – Clamoroso furto al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Nella serata di ieri, 15 agosto, ignoti sono riusciti a introdursi nelle sale espositive e a sottrarre quattro opere attribuite ad Antonello da Messina: tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e una preziosa tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, prelevata da una teca blindata.
Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia di Stato e della Scientifica per i rilievi e l’avvio delle indagini. Il museo resterà chiuso al pubblico oggi domenica 16 agosto per consentire ulteriori sopralluoghi.

Il furto ha pesantemente mutilato il Polittico, datato 1473 e originariamente composto da sei tavole. Particolarmente preziosa la tavoletta bifronte, di appena 16×12 centimetri, acquisita dal MuMe nei primi anni Duemila.

 Il colpo al MuMe di Messina avrebbe potuto provocare una perdita ancora più grave per il patrimonio artistico della città. Due delle sei opere prese di mira dai ladri sono state infatti recuperate nella serata di ieri, dopo essere state abbandonate sul muretto esterno del museo, lungo viale della Libertà. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti che hanno notato le due tavole e avvertito le forze dell’ordine. Si tratta di due delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, mentre resta da ricostruire la sorte delle altre quattro opere sottratte, compresa la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta da una teca blindata. Secondo una prima ricostruzione, i ladri sarebbero entrati da una porta secondaria. A compiere il furto sarebbero state tre persone con il volto coperto, che potrebbero essere state disturbate o impaurite durante l’azione. Sul posto sono intervenute le forze di polizia e gli specialisti della Scientifica, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’effrazione e individuare i responsabili.

“Sottrarre opere di questo valore significa colpire non solo il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità della comunità messinese”. Lo afferma il sindaco Federico Basile, condannando il furto di quattro opere attribuite ad Antonello da Messina al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare. Basile esprime fiducia nelle Forze dell’Ordine e auspica il rapido recupero delle opere. “Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – sottolinea –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso”.

“È inimmaginabile che una cosa del genere possa accadere a Messina. Un colpo quasi da film, come al Louvre”. Così l’assessore comunale alla Cultura di Messina, Enzo Caruso, commenta il furto delle opere attribuite ad Antonello da Messina avvenuto al MuMe. “Le recenti attenzioni sul possibile acquisto dell’Ecce Homo di Antonello per 15 milioni di euro hanno sicuramente destato l’interesse di tantissimi ladri d’arte. È una tragedia per la città di Antonello: ci vengono sottratte alcune delle opere più importanti custodite nel nostro museo, dal valore inestimabile”, aggiunge Caruso.

“Basti pensare che l’acquisto di un piccolo quadro è stato valutato 15 milioni di euro: immaginate quale possa essere il valore del Polittico di San Gregorio”, prosegue.
“Quello che mi stupisce – conclude l’assessore – è che non si tratta di opere su tela, che possono essere avvolte, ma di tavole. È stato un furto studiato da professionisti e mi auguro che in tempi brevi si possa arrivare a intercettare i responsabili”.

“Siamo sconvolti per quello che è accaduto. Erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, per la comunità e per il mondo dell’arte”. Lo afferma la direttrice del Museo regionale MuMe di Messina, Marisa Mercurio, commentando il furto delle quattro opere attribuite ad Antonello avvenuto nella serata del 15 agosto. “Ci sono indagini in corso da parte delle Forze dell’Ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili”, aggiunge Mercurio, spiegando che il furto è avvenuto intorno alle 21.50. “Purtroppo sono riusciti a eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza”, conclude la direttrice.

Apprendo con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina e di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale. Ho parlato con il Sindaco di Messina, Federico Basile, al quale ho espresso la mia vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto. Mi sono consultato subito con il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturali. Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini”. Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che assicura “la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali, nel cui ambito ricade la gestione dei musei dell’Isola, in ragione dell’autonomia speciale vigente”.

“Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale ‘Accascina’ è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “La Regione – aggiunge – sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili”.

“Parallelamente – prosegue Schifani – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto”.

– foto ufficio stampa Museo di Messina –
(ITALPRESS).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 16 agosto 2026

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