Gela, sanità in crisi:Pd chiama tutti in piazza sabato
Presidio da 50 giorni e 13mila firme. I dem: senza simboli, la salute viene prima delle appartenenze
Da oltre cinquanta giorni va avanti il presidio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele e sono più di tredicimila le firme raccolte per denunciare la grave carenza di medici e le difficoltà di diversi servizi fondamentali. Una mobilitazione che, sottolinea il Pd di Gela, «non può essere liquidata come una semplice iniziativa di parte o come una passerella politica».
Per i dem la difesa del diritto alla salute riguarda l'intera comunità e non può essere ricondotta a una sola appartenenza. La situazione del nosocomio resta critica: dal pronto soccorso ai reparti collegati all'emergenza, la dotazione di personale è insufficiente. Le maggiori sofferenze riguardano ortopedia, chirurgia, anestesia e radiologia.
«Gli operatori sanitari garantiscono ogni giorno il servizio con grande responsabilità e professionalità - si legge nel comunicato - ma non è possibile pensare che il sistema possa reggersi solo sulla loro disponibilità e sui loro sacrifici».
Il Partito Democratico chiede una verifica puntuale tra quanto annunciato negli ultimi mesi e quanto si traduce davvero in medici presenti e servizi operativi. «Il territorio ha bisogno di risposte concrete, non solo di atti formali. Serve un intervento serio, strutturale e duraturo che garantisca organico adeguato e condizioni di lavoro serene per gli operatori e assistenza sicura per i cittadini».
In vista del corteo di sabato 3 ottobre, il Pd lancia un appello alla città: cittadini, associazioni, sindacati, operatori sanitari, realtà sociali e tutte le forze politiche e istituzionali. Un invito rivolto in particolare anche al centrodestra: «La sanità non appartiene a uno schieramento, appartiene alla comunità».
Proprio per marcare il carattere unitario, il Pd annuncia che parteciperà al corteo senza insegne e simboli di partito. «Non perché la politica debba essere esclusa - precisano - ma perché in questa occasione deve prevalere ciò che unisce rispetto a ciò che divide. Questa non è la manifestazione di una parte, ma dell'intera città».
L'obiettivo della manifestazione, concludono, è una richiesta chiara alle istituzioni: assicurare a Gela e al comprensorio un servizio sanitario adeguato. «Si può discutere sulle responsabilità e sulle scelte amministrative, ma il diritto alla salute viene prima delle appartenenze. La sanità è di tutti».
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