Gioielleria sventrata e abitazione inagibile

Mazzarino Lab:"non abituiamoci a questi gravi episodi"

A cura di Redazione Redazione
14 agosto 2026 14:37
Gioielleria sventrata e abitazione inagibile  -
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Quello accaduto questa notte alla gioielleria Quattrocchi non può essere liquidato come un semplice episodio di cronaca. Non per il valore del bottino, ma per il messaggio che lascia a una comunità.
Un’attività devastata nel cuore della notte, un escavatore utilizzato per sfondare una saracinesca, una famiglia in vacanza sopra la gioielleria costretta a fare i conti con un’abitazione resa inagibile e la paura di non poter vivere sereni nel proprio paese d'origine.
E, ancora una volta, la sensazione che qualcosa di fondamentale si stia spezzando: la percezione di sicurezza.
Non è necessario fare sciacallaggio su quanto accaduto e non è necessario trasformare la paura delle persone in consenso, né alimentare allarmismi.
Vogliamo però porre una domanda seria: quanto ancora dobbiamo sopportare prima di riconoscere che esiste un problema?
Perché la questione della sicurezza non riguarda soltanto i furti.
Riguarda le case svaligiate in pieno giorno nel centro storico, le truffe ai danni degli anziani, le risse del sabato sera e un disagio giovanile sempre più evidente, che rischia di divorare una parte dei nostri giovani e di alimentare ancora di più le ansie delle famiglie.
Il gruppo Mazzarino Lab esprime prifinda amarezza per questi farto ed alcune considerazioni

In questo scenario - si legge in una nota- rischiamo di assuefarci, perché ci stiamo abituando alle emergenze.Ci stiamo abituando a tutto!

Una comunità non può considerare normale ciò che normale non è.Non basta intervenire dopo che accade qualcosa. Servono prevenzione, presenza sul territorio, illuminazione adeguata, videosorveglianza dove necessaria, attenzione alle periferie e al centro storico, collaborazione tra istituzioni, Forze dell’Ordine, scuola, famiglie e realtà sociali: serve lo Stato.
Non si possono affrontare questi problemi soltanto quando diventano notizia.
Non chiediamo la militarizzazione di Mazzarino. Chiediamo attenzione, presenza e responsabilità.
Chiediamo alle istituzioni statali di ascoltare una comunità che troppo spesso ha la sensazione di essere lasciata sola a gestire problemi sempre più grandi.
La sicurezza non è una parola da usare per fare propaganda. È un diritto.E la sicurezza non significa soltanto impedire un furto o una rapina: significa permettere a un anziano di non vivere nel timore di essere truffato, a una famiglia di sentirsi tranquilla nella propria casa, a un commerciante di lavorare senza paura, a un ragazzo di avere alternative al degrado e alle dipendenze, a un bambino di entrare a scuola in un luogo sicuro.
Mazzarino deve essere una comunità che non si abitua all'insicurezza e non può accettare istituzioni che si limitano a prendere atto dei problemi dopo che sono esplosi.
Alla famiglia Quattrocchi e alla famiglia che dormiva serenamente nella propria abitazione, appena sopra la gioielleria, rinnoviamo la nostra vicinanza.
Alle Forze dell'Ordine chiediamo di fare piena luce su quanto accaduto e di individuare i responsabili.
E a tutti noi rivolgiamo un invito semplice: non abituiamoci. Non facciamo finta di niente. Non smettiamo di indignarci.
Perché quando una comunità smette di indignarsi, rischia di smettere anche di reagire.

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