Gioielleria sventrata e abitazione inagibile
Mazzarino Lab:"non abituiamoci a questi gravi episodi"
Quello accaduto questa notte alla gioielleria Quattrocchi non può essere liquidato come un semplice episodio di cronaca. Non per il valore del bottino, ma per il messaggio che lascia a una comunità.
Un’attività devastata nel cuore della notte, un escavatore utilizzato per sfondare una saracinesca, una famiglia in vacanza sopra la gioielleria costretta a fare i conti con un’abitazione resa inagibile e la paura di non poter vivere sereni nel proprio paese d'origine.
E, ancora una volta, la sensazione che qualcosa di fondamentale si stia spezzando: la percezione di sicurezza.
Non è necessario fare sciacallaggio su quanto accaduto e non è necessario trasformare la paura delle persone in consenso, né alimentare allarmismi.
Vogliamo però porre una domanda seria: quanto ancora dobbiamo sopportare prima di riconoscere che esiste un problema?
Perché la questione della sicurezza non riguarda soltanto i furti.
Riguarda le case svaligiate in pieno giorno nel centro storico, le truffe ai danni degli anziani, le risse del sabato sera e un disagio giovanile sempre più evidente, che rischia di divorare una parte dei nostri giovani e di alimentare ancora di più le ansie delle famiglie.
Il gruppo Mazzarino Lab esprime prifinda amarezza per questi farto ed alcune considerazioni
In questo scenario - si legge in una nota- rischiamo di assuefarci, perché ci stiamo abituando alle emergenze.Ci stiamo abituando a tutto!
Una comunità non può considerare normale ciò che normale non è.Non basta intervenire dopo che accade qualcosa. Servono prevenzione, presenza sul territorio, illuminazione adeguata, videosorveglianza dove necessaria, attenzione alle periferie e al centro storico, collaborazione tra istituzioni, Forze dell’Ordine, scuola, famiglie e realtà sociali: serve lo Stato.
Non si possono affrontare questi problemi soltanto quando diventano notizia.
Non chiediamo la militarizzazione di Mazzarino. Chiediamo attenzione, presenza e responsabilità.
Chiediamo alle istituzioni statali di ascoltare una comunità che troppo spesso ha la sensazione di essere lasciata sola a gestire problemi sempre più grandi.
La sicurezza non è una parola da usare per fare propaganda. È un diritto.E la sicurezza non significa soltanto impedire un furto o una rapina: significa permettere a un anziano di non vivere nel timore di essere truffato, a una famiglia di sentirsi tranquilla nella propria casa, a un commerciante di lavorare senza paura, a un ragazzo di avere alternative al degrado e alle dipendenze, a un bambino di entrare a scuola in un luogo sicuro.
Mazzarino deve essere una comunità che non si abitua all'insicurezza e non può accettare istituzioni che si limitano a prendere atto dei problemi dopo che sono esplosi.
Alla famiglia Quattrocchi e alla famiglia che dormiva serenamente nella propria abitazione, appena sopra la gioielleria, rinnoviamo la nostra vicinanza.
Alle Forze dell'Ordine chiediamo di fare piena luce su quanto accaduto e di individuare i responsabili.
E a tutti noi rivolgiamo un invito semplice: non abituiamoci. Non facciamo finta di niente. Non smettiamo di indignarci.
Perché quando una comunità smette di indignarsi, rischia di smettere anche di reagire.
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