Grandi artisti, una vetrina per la città
La vera sfida è usare la visibilità che gli eventi portano per costruire un territorio che sia attrattivo non solo una sera d’estate, ma 365 giorni l’anno
Quando artisti di fama internazionale approdano sul nostro territorio, non è mai solo un concerto. È un’occasione. Il mese che sta per concludersi, a Gela, ha visto la presenza al Disco Village dei Ti.Pi.Cal, Silvia Salemi, dj Prezioso, Los Locos, Renèe la Bulgara, Natalie Aarts e ieri, in piazza delle tre porte, di Rocco Hunt. Al di là dei numeri delle presenze degli spettatori (questo compito è deputato alla Questura e non a chi, davanti ad una tastiera, si improvvisa custode della verità assoluta), c'è da sottolineare che la presenza di eventi di richiamo, porta con sé un pubblico che arriva da fuori, che dorme qui, che mangia qui, che scopre una città e la racconta. In soldoni si tratta di visibilità, di indotto economico, di turismo, di immagine. Dunque non è solo musica o spettacolo. È marketing territoriale.
In un periodo in cui tante realtà faticano ad emergere, ospitare grandi nomi assieme ai talenti emergenti locali, significa entrare a pieno titolo nei circuiti che contano, creare opportunità per i giovani, per le attività locali, per l’intera comunità.
Investire negli eventi non è una spesa, è una scommessa sul futuro. E quando la scommessa è accompagnata da artisti che il pubblico ama e segue in tutto il mondo, il territorio vince due volte: in prestigio e in crescita. Perché c’è un momento in cui una piazza, una spiaggia, un palco diventano qualcosa di più. Arriva un artista nazionale e all’improvviso arrivano tutti. Arrivano i giovani, arrivano le famiglie, arrivano i turisti che magari Gela non l’avevano mai vista prima. E quella sera non è più solo un concerto. È una cartolina che gira in tutto il mondo. Avere grandi artisti sul nostro territorio significa questo: dare valore a ciò che abbiamo, far conoscere le nostre bellezze, creare economia, lavoro, entusiasmo. Gli eventi portano vita. E la vita porta successo. Perché - lo ribadiamo - la presenza di grandi artisti è sinonimo di grande pubblico e dunque di grande promozione per il territorio. Ogni volta che un nome di livello internazionale sale sul palco della nostra città, a salire sul palco siamo tutti noi. E' la dimostrazione che questo territorio può ospitare eventi di qualità, che può attrarre, che può crescere. La cultura e lo spettacolo non sono solo intrattenimento. Sono sviluppo.
Ma sarebbe ipocrita fermarsi qui. Perché il giorno dopo il concerto, spenti i riflettori, la città torna ai suoi problemi. E quei problemi i cittadini li vivono tutti i giorni. Strade che necessitano di manutenzione, decoro urbano non sempre all’altezza, servizi che faticano, giovani che spesso devono andare via per trovare opportunità, carenze sanitarie, quartieri che chiedono più attenzione e sicurezza. Gli eventi non possono essere l’alibi per non vedere il resto. Anzi, dovrebbero essere lo stimolo per fare di più. Un grande artista porta una vetrina. Ma la vetrina funziona solo se dietro c’è qualcosa di solido. Altrimenti resta solo una bella serata, e poi il buio. La sfida vera è questa: usare la visibilità che i grandi eventi portano per costruire un territorio che sia attrattivo non solo una sera d’estate, ma 365 giorni l’anno. Applaudire gli artisti, sì. Ma continuare a chiedere risposte per la città, anche.
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