il Comune invia la Tari al volontariato

Oltre 5 mila euro la cartella di Procivis

A cura di Redazione Redazione
27 agosto 2026 07:26
il Comune invia la Tari al volontariato  -
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Il Comune di Gela batte cassa nei confronti di chi garantisce soccorso, assistenza e Protezione Civile in città. Negli ultimi giorni sono state notificate le cartelle per il pagamento della Tari anche alle organizzazioni di volontariato del territorio, comprese la Protezione Civile e gli enti di Pubblica Assistenza.

Una scelta che ha lasciato sbigottito l'intero mondo del Terzo Settore e che affonda le radici in un vuoto normativo: il Consiglio comunale, infatti, non ha mai deliberato un'esenzione per le realtà che operano quotidianamente per la collettività.

A far esplodere la polemica è anche il metodo. Il Settore Tributi avrebbe proceduto senza alcun confronto preventivo con le forze politiche o con le stesse associazioni, trattando gli enti di volontariato alla stregua di normali ditte commerciali. Un approccio che non tiene conto del fatto che queste realtà operano a titolo completamente gratuito o con il solo rimborso delle spese vive.

"Si ha la sensazione che le associazioni vengano usate per fare vetrina nelle manifestazioni pubbliche per poi essere abbandonate e addirittura sanzionate quando si parla di adempimenti burocratici", è il grido d'allarme che arriva dalla Procivis che ha ricevuto una cartella di oltre 5 mila euro.

E se si facessero i conti, il saldo sarebbe nettamente a credito per le associazioni. Sono anni, infatti, che il volontariato garantisce al Comune servizi essenziali senza mai vedere un euro. La Procivis elenca i suoi.

C'è l'assistenza sul lungomare e alla popolazione durante le manifestazioni religiose, servizio svolto con continuità e finito addirittura tra i debiti fuori bilancio per disattenzioni degli uffici. Ci sono i moduli antincendio, i presidi sanitari e il personale qualificato assicurati a ogni evento cittadino. Ci sono gli interventi di manutenzione negli immobili comunali, i mezzi, il carburante e i pasti per i volontari interamente a carico delle associazioni.

E ancora, il sostegno a oltre 3.300 famiglie indigenti: la Procivis, in collaborazione con il Settore Solidarietà Sociale, trasporta ogni mese a proprie spese i generi alimentari da Palermo a Gela. Senza dimenticare il presidio costante del territorio in caso di allerte meteo e dissesti idrogeologici, con uomini e mezzi attivati a qualsiasi ora del giorno e della notte, e la vigilanza diurna e notturna degli immobili comunali per scongiurare vandalismi.

Il paradosso, numeri alla mano, è lampante. A fronte di un contributo di 4.000 euro stanziato dal Comune per l'Estate Gelese 2026 alla Pubblica Assistenza Procivis, è arrivata una cartella Tari da 5.474 euro. Una cifra che non solo azzera il contributo, ma mette in ginocchio la sostenibilità economica dell'ente.

Se è vero che la normativa nazionale non impone un'esenzione automatica della Tari per il Terzo Settore, è altrettanto vero che gli enti locali hanno la piena facoltà di regolamentare la materia ed esentare chi svolge servizi essenziali per la comunità.

Per questo ora si chiede un intervento immediato del sindaco e della presidente del Consiglio comunale per sospendere subito gli atti esecutivi e le cartelle notificate. Senza un blocco tempestivo, il rischio concreto è la paralisi totale dei servizi di soccorso, assistenza e Protezione Civile in tutta la città.

La richiesta formale è duplice: convocare i responsabili dell'Ufficio Tributi in Consiglio comunale per chiarire la vicenda e trovare un percorso politico e amministrativo che porti all'esenzione Tari per il Terzo Settore, e portare al più presto in aula la modifica del regolamento.

"Se il Comune intende considerarci come semplici sponsor o trattarci da imprese commerciali, lo chiarisca apertamente - conclude il presidente Procivis Luca Cattuti - decideremo di conseguenza se partecipare o meno alle attività. Le prese in giro non sono più tollerabili. Prima che la città rimanga senza i suoi presidi di soccorso e solidarietà, i consiglieri comunali sposino questa battaglia".

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