Il Consigliere Paolo Cafà critico sulla veglia di preghiera

"Se le soluzioni sono divine, a cosa serve la politica?"

A cura di Redazione Redazione
29 agosto 2026 10:46
Il Consigliere Paolo Cafà critico sulla veglia di preghiera -
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Non usa giri di parole il Consigliere comunale Paolo Cafà nel commentare la veglia di preghiera per la sanità di Gela presieduta dal Vescovo Mons. Rosario Gisana.

In una nota dal tono polemico ma rispettoso, Cafà interroga il senso dell'iniziativa che ha visto insieme istituzioni, fede e politica:

"Se la soluzione del problema sanitario e di tutti gli altri problemi che vivono i gelesi fosse di competenza divina a cosa servirebbero la politica, i programmi amministrativi, le liste, le candidature, le elezioni? Non ho capito bene se con la veglia sia stato conclamato il de profundis della politica o venga invocato l'intervento divino. È da mezzo secolo che faccio politica (a 16 anni mi iscrissi alla FGCI) e non mi era mai capitato di assistere al fatto che la politica si rivolgesse a Dio ovvero ai santi per trovare soluzioni amministrative ai problemi dei cittadini".

Il Consigliere afferma di non riuscire a inquadrare l'azione spirituale all'interno della protesta amministrativa:

"Fermo restando che ogni azione materiale non violenta è lecita per ottenere i giusti obiettivi, non riesco a inquadrare in questa ottica quella spirituale. Scusatemi ma non capisco il senso della veglia di preghiera, con tutto il rispetto dovuto per i politici credenti e la protesta dell'amministrazione e di alcuni colleghi consiglieri".

Una presa di posizione che apre il dibattito in città sul rapporto tra istituzioni, fede e rivendicazioni per il diritto alla salute.

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