Il "Pig Day"
Avere uno chef in una comitiva ha i suoi vantaggi, specialmente nelle scampagnate estive quando le proposte rasentano una certa epicità. Ai tempi in cui ero un pischello liceale, mostravo già una cert...

Avere uno chef in una comitiva ha i suoi vantaggi, specialmente nelle scampagnate estive quando le proposte rasentano una certa epicità. Ai tempi in cui ero un pischello liceale, mostravo già una certa propensione per la cucina, e mi divertivo nella occasioni di festa a cucinare per tutti gli amici.
Tra le svariate scorpacciate una di quelle che è più rimasta impressa nei nostri cuori è stato quando abbiamo deciso di magnificare il porco, ribattezzando quel giorno il "Pig Day". Mi procurai un'intera coscia di maiale allevato sapientemente in quel di Chiaramonte. Il giorno precedente iniziai a marinarlo massaggiandolo con un misto di spezie ed erbe così formato: sale grosso, pepe nero, paprika affumicata, coriandolo, rosmarino, salvia, alloro, semi di finocchio e brandy.
Ovviamente il massaggio del cosciotto quasi sensuale venne immortalato dai miei compagni di merenda e più volte rivisto il giorno successivo in comitiva. Il giorno della festa questo splendido pezzo di esemplare suino venne cotto per parecchie ore coperto di carta stagnola e irrorato con del vino bianco, in un forno a legna di quelli che hanno segnato un'epoca. L'ultima mezz'ora l'ho scoperto ravvivando la brace attorno per arrosticciarlo per benino.
Non potrò mai dimenticare le facce soddisfatte che addentavano quel maiale gustoso e succulento e la mia fierezza per essere riuscito in quella piccola grande impresa culinaria di cucinare un pezzo di carne così importante. Così nascono i giovani chef.
Chef Totò Catania