Il porto ha bisogno di atti e risultati, non di annunci
Di Benedetto (Lega):"ora occorre proseguire con determinazione e senso di responsabilità"
Il procedimento relativo al dragaggio del porto di Gela prosegue verso la fase di approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
"Si tratta - dice la consigliera della Lega Antonella Di Benedetto- di un passaggio concreto, maturato dopo anni nei quali l’intervento è rimasto privo di una prospettiva operativa definita. Il lavoro svolto nelle sedi istituzionali ha consentito di rimettere il progetto al centro dell’attenzione amministrativa e di accompagnarlo verso la conclusione dell’iter previsto"
"Non è il momento dei proclami - aggiunge - ma quello di riconoscere un risultato costruito con pazienza, confronto e continuità. L’avanzamento del procedimento rappresenta un passo avanti per il porto di Gela e per l’intero territorio, che attende da tempo il miglioramento delle condizioni di accessibilità e di operatività dello scalo".
«Abbiamo scelto di lavorare con discrezione, nelle sedi competenti, senza alimentare aspettative premature. Oggi possiamo dire che il procedimento è proseguito e si avvicina alla fase di approvazione del MASE. È un risultato importante, ma l’iter non è ancora concluso: continueremo a seguirlo con la stessa attenzione fino all’adozione degli atti necessari», dichiara Antonella Di Benedetto, consigliere della Lega
Il dragaggio è finalizzato al ripristino e al mantenimento della funzionalità dei fondali portuali, con ricadute attese sulla sicurezza delle manovre, sull’accessibilità dello scalo e sulle prospettive di sviluppo delle attività marittime, commerciali e produttive.
La procedura dovrà proseguire nel rispetto delle competenze delle amministrazioni coinvolte e delle prescrizioni tecniche e ambientali applicabili. L’obiettivo è arrivare all’approvazione del progetto e, successivamente, all’avvio dei lavori secondo tempi, modalità e condizioni che saranno definiti dagli atti conclusivi del procedimento. Fino a quel momento, ogni comunicazione sarà improntata alla massima trasparenza, distinguendo i passaggi già compiuti da quelli ancora da completare.
«Il porto di Gela ha bisogno di atti e risultati, non di annunci. Il percorso avviato dimostra che, attraverso il dialogo istituzionale e un lavoro costante, anche procedimenti rimasti fermi per anni possono essere riportati dentro un iter concreto. Ora occorre proseguire con determinazione e senso di responsabilità
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