Il sindaco Di Stefano apre al rimpasto
Dopo due anni e mezzo di governo, il primo cittadino chiede ai partiti più incisività nell'esecutivo
Rimpasto in vista a Palazzo di Città. L'amministrazione Di Stefano, a oltre due anni dall'insediamento, si prepara a cambiare passo.
Nella serata di ieri, dopo un vertice durato più di tre ore in municipio - che inizialmente sembrava a rischio per l'allerta meteo - il sindaco Terenziano Di Stefano ha chiesto a tutti i segretari delle forze di maggioranza di avviare una verifica interna.
Nessun ultimatum, ma un mandato politico chiaro: individuare profili in grado di rafforzare l'esecutivo sul piano delle competenze e dell'impegno quotidiano.
Sul tavolo anche un altro tema delicato: le prossime tornate elettorali. Di Stefano ha posto una condizione: gli assessori che intendono candidarsi alle Regionali o alle Politiche del prossimo anno dovranno dimettersi in anticipo dalla giunta, per evitare che l'attività amministrativa si trasformi in una lunga campagna elettorale.
Il ragionamento, però, va oltre il rimpasto. Il sindaco ha legato la tenuta dell'attuale assetto alla prospettiva del 2029, chiedendo a tutti gli alleati un impegno esplicito a sostegno del suo secondo mandato. Un obiettivo che non ha mai nascosto e che incardina nel progetto dei dieci anni per Gela.
Nessuno sconto, né al centrosinistra né all'area di centrodestra che lo sostiene in città. In particolare, l'Mpa ha ribadito anche ieri sera la propria lealtà locale al sindaco, indipendentemente dalle dinamiche regionali, una doppia collocazione che continua a creare malumori soprattutto nel Pd.
Di Stefano, che ha rivendicato ancora una volta la sua distanza dal centrodestra regionale e nazionale, attende ora in tempi brevi l'esito delle consultazioni interne ai partiti. Da lì partiranno le scelte sulla nuova squadra.
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