Il sindaco su indagine discarica di Falconara:”il vento è cambiato”
Il sindaco Lucio Greco si congratula con la Capitaneria di Porto di Gela, il suo comandante, gli uomini e le donne del Nucleo operativo di Polizia ambientale, per la brillante operazione rivolta alla...
Il sindaco Lucio Greco si congratula con la Capitaneria di Porto di Gela, il suo comandante, gli uomini e le donne del Nucleo operativo di Polizia ambientale, per la brillante operazione rivolta alla tutela e alla salvaguardia del nostro territorio, condotta in contrada Falconara, a confine tra i comuni di Butera e Gela.
"Voglio esprimere il mio apprezzamento - scrive in una nota - per il lavoro di coordinamento, ancora una volta eccellente, svolto dalla Procura di Gela e per l’operato del Gip, che ha emesso l’ordinanza di sequestro a conclusione degli accertamenti. Testimoniano attenzione e sensibilità ai massimi livelli verso un bene inestimabile: le nostre ricchezze naturali».
Il sindaco Lucio Greco si riferisce alle indagini condotte dalla Capitaneria di Porto, concluse con il sequestro di un’area trasformata in discarica a cielo aperto, nella quale veniva conferito di tutto: rifiuti alimentari, scarti di produzione, carcasse di elettrodomestici. Tutto questo a poche centinaia di metri dalla fascia costiera e da un mare che, dopo anni difficili, torna a essere apprezzato dai turisti di tutto il mondo.
«Le immagini diffuse dagli inquirenti – dice il sindaco – sono impietose e testimoniano il disamore, per fortuna di pochi, rispetto alla cosa pubblica. Mentre le amministrazioni comunali compiono sforzi continui, malgrado le difficoltà finanziarie e la carenza di personale, e si impegnano in una pressante azione di moral suasion per il rispetto delle regole, del decoro, dell’ambiente, delle nostre ricchezze naturali - che rappresentano un valore inestimabile - c’è chi continua, deliberatamente, a violare le norme. A loro lancio l’ennesimo appello: il vento è cambiato, non si può deturpare l’ambiente, il paesaggio, le nostre zone costiere. Basta. Oggi lo Stato è presente. Vigila e, se necessario, reprime. Come testimonia l’odierna operazione della Guardia Costiera di Gela»
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