La firma di mister Misiti nella salvezza del Gela
Arrivato a novembre, trovando una squadra in profonda crisi di risultati, ha permesso al gruppo di ritrovare serenità. Sfida accolta e vinta
Quando è arrivato, lo scorso novembre, sapeva di prendere tra le mani la classica “patata bollente”. Ma Peppe Misiti non poteva dire di “no” al “suo” Gela. La squadra in cui è arrivato quando aveva appena 18 anni, dove è cresciuto calcisticamente e umanamente. Quella stessa squadra che ha guidato da allenatore in una stagione, era il 2013/14, molto importante per la rinascita del calcio biancazzurro. Il terzo capitolo della storia di Misiti con il Gela calcio è cominciato facendo i conti con una situazione complicata, dentro e fuori dal campo.
Una squadra in caduta libera in classifica, reduce da una pesante serie di sconfitte, ed un organico che veniva progressivamente depotenziato per alleggerire l’impatto della stagione sulle precarie finanze del club. Soprattutto nelle prime settimane, l’impatto di Misiti sul Gela è stato evidente e rilevante. Al di sopra di tutto, resta il legame forte e l'attaccamento alla città, ai tifosi, alla maglia. Ma non solo.
Specialmente nelle prime fasi della sua gestione, ha dato serenità alla squadra, dialogando molto con i calciatori e creando le condizioni ideali per risalire la china. L’arrivo di Teijo e Maltese in versione trequartista sono due tra le più significative situazioni di campo che hanno caratterizzato il suo percorso in panchina. Silenziosamente, ma senza mai perdere il focus sull’obiettivo, mister Misiti ha saputo tenere le redini della situazione nonostante tutte le difficoltà di questi mesi.
Se il Gela si è salvato senza problemi, nonostante le vicissitudini di una stagione a dir poco turbolenta, è anche grazie al suo impegno e alla sua dedizione per questi colori. L’allenatore è un uomo solo, si dice spesso. Ed è vero. Quest’ultima storia tra il tecnico calabrese e i biancazzurri non si sa ancora che finale avrà, o se il finale è già stato scritto. Di certo, come accaduto dodici anni fa, mister Misiti aveva un obiettivo da raggiungere. E l’ha raggiunto.
(Foto di Davide Gerbino)
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