“La medicina migliore è quella praticata con il cuore”
La lettera di Giacomo Giurato ai medici dell’ospedale: “Grazie per aver reso la cura un gesto di attenzione, rispetto e profonda umanità”
«Desidero esprimere il mio più sincero e profondo ringraziamento a tutto il personale del Reparto di Urologia dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela, diretto dal dott. prof. Nuccio Condorelli, per la straordinaria professionalità, umanità ed empatia dimostrate nel corso del mio percorso di cura come paziente oncologico».
È una lunga lettera quella che Giacomo Giurato scrive ai medici che si sono presi cura di lui, durante il suo ricovero dal 2 al 6 febbraio scorsi. Nelle sue parole, la riconoscenza per «l’elevata professionalità, la dedizione e il senso di responsabilità dimostrati in un momento della mia vita segnato da paura, fragilità e incertezza per l’ennesima prova. Ho trovato non solo competenza medica di altissimo livello – scrive Giurato –, ma soprattutto persone capaci di prendersi cura della persona ancor prima della malattia. L’accoglienza, l’ascolto attento, la disponibilità e la sensibilità dimostrate quotidianamente hanno rappresentato un sostegno fondamentale, dando forza e fiducia anche nei momenti più difficili».
Tante le riflessioni che Giacomo Giurato, persona molto nota in città per il suo impegno nel mondo del volontariato, del sociale e della cultura, mette nero su bianco nel testo inoltrato al direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Salvatore Lucio Ficarra. «In un contesto spesso segnato dalla paura e dall’incertezza e da criticità ben note al territorio, questo reparto si distingue per la capacità di trasmettere fiducia, dignità e speranza, trasformando il percorso di cura in un’esperienza profondamente umana. Medici, infermieri e personale tutto operano con dedizione e sensibilità, creando un ambiente in cui il paziente non si sente mai solo».
Tutto il personale del reparto di Urologia viene citato dal paziente: i medici Antonino Branchina, Michele Di Falco e Roberto Cumbo, la caposala Tiana Burgio, gli infermieri Carlo Cascino, Nicola Vella, Giuseppe Strazzeri, Emanuele Vella, Salvatore Intorre, Massimo Triglia, Orazio D’Angeli, Marisa Bonanno, Maurizio De Caro, Calogero Urso, Roberto Torregrossa, Mariangela Paternicò, Luigi Buontonno.
E ancora, tutto il personale della sala operatoria in servizio martedi 3 febbraio, «in modo particolare il Primario di Rianimazione, dott. Salvatore Damante, la dott.ssa Roberta Cuvato, la dott.ssa Francesca Calì e il dott. Emanuele Maniglia, gli infermieri Carmelo Andrea Martino, Salvatore Bunetta, Luigi Scuvera e Giusy La Ferrera. Un ringraziamento speciale a don Giuseppe Siracusa, cappellano dell’ospedale e al suo vice don Michel Avisoa, nonché le associazioni Avulss, FAR&C e Ados per la loro vicinanza. Desidero esprimere il mio encomio e la mia gratitudine più autentica, con l’auspicio – conclude Giurato – che l’impegno e la passione che contraddistinguono questo reparto e tutte le professionalità delle altre unità coinvolte, possano continuare a essere riconosciuti e valorizzati in una realtà che incarna i valori più alti della sanità pubblica: competenza, rispetto e centralità della persona.
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