La notte porta via i vetri ma non la forza di ricominciare
Francesco Trainito: troppo garantismo facilita l'insicurezza
"Come presidente della Confcommercio e a nome di tutti gli associati, rivolgo un plauso alla Polizia per l'arresto eseguito nelle ultime ore del responsabile dell'ennesima allarmante spaccata che si è registrata a Gela ai danni di un operatore commerciale". Lo dice Francesco Trainito, appena venuto a conoscenza dell'identificazione di un pregiudicato venticinquenne del luogo, ritenuto l'autore dell'azione criminosa che si è registrata la scorsa notte in via Venezia dove, con le stesse modalità degli altri colpi, è stata colpita la parrucchieria Battaglia. Il cliché è sempre identico: vetrina in frantumi con la classica "spaccata". Il rumore è sempre lo stesso. Un colpo secco, il vetro che cede, l’allarme che scatta e poi il silenzio. E la mattina dopo, lo sgomento.
"Il nostro augurio - dice Trainito - è quello che adesso la magistratura inchiodi l'autore alle sue responsabilità. Purtroppo c'è un problema di scarcerazioni facili per chi compie fatti del genere. In Italia c'è troppo garantismo che facilita l'insicurezza e ciò non va bene. Ci vuole la certezza della pena. O cambiano le leggi oppure siamo al punto di partenza..."
L'aumento vertiginoso delle spaccate consumate in città, è legato a spaccio e tossicodipendenza o c'è dell'altro?
"Escludo che si tratti di criminalità organizzata. Non sono professionisti. Sono tossicodipendenti in astinenza..."
Come fa ad esserne così sicuro e come fa a dire che non si tratta di un singolo individuo seriale?
"Secondo la visione delle registrazioni delle telecamere a circuito chiuso installate nei locali presi di mira, ad agire sarebbero state più mani. Ripeto: tossicodipendenza, astinenza e un colpo veloce per racimolare ciò che trovano in cassa o qualsiasi cosa da rivendere al mercato nero..."
Il furto dunque diventa un atto compulsivo, non un piano criminale. E i commercianti contano i danni.
"Abbiamo calcolato che tra vetrine spaccate, soldi rubati e mancato guadagno per la chiusura delle attività, in attesa del ripristino dei luoghi, i danni ammontano a quasi 100 mila euro".
La parola che gira tra i commercianti non è più solo “paura”. È “sfinimento”. Perché qui non è solo un vetro rotto. È la fiducia che va in frantumi
"Purtroppo si, è l'amara e cruda realtà. Oggi è toccato a tizio e domani può toccare a Caio. E tutto ciò non è accettabile".
Un vero e proprio cortocircuito che toglie il fiato ai commercianti. Investi per restare aperti, per dare un segnale.
"Stiamo contattando anche la vigilanza privata, con ulteriori costi non previsti, per avere una presenza costante dinnanzi ai locali al fine di recidere sul nascere questi fenomeni. Le forze dell'ordine, a cui ancora una volta faccio un plauso per il loro egregio lavoro, hanno già da presidiare un territorio molto esteso e pieno di insidie".
Dicevamo di spaccio e tossicodipendenza che rappresentano un vero e proprio disagio sociale. State lavorando anche su questo fenomeno?
"Non compete a noi. Esistono delle strutture e del personale preposto ad occuparsene. Noi possiamo solo sollecitarli. Prima che sia troppo tardi..."
In città, dietro ad ogni vetrata rotta, non c’è solo un furto. Ci sono uomini e donne che, per l’ennesima volta, hanno deciso di ricominciare. E questo, stanotte, nessuna spaccata lo può rompere.
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