La parabola del buon samaritano nella veglia per la sanità

C'è stata la lettura corale della preghiera per affidare al Signore le sofferenze, le attese e le speranze della città di Gela.

A cura di Redazione Redazione
28 agosto 2026 23:45
La parabola del buon samaritano nella veglia per la sanità  -
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È stata la parabola del Buon Samaritano a guidare la veglia di preghiera per la sanità di Gela, svoltasi questa sera e presieduta dal Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, S.E. Mons. Rosario Gisana.

Un momento intenso di preghiera e comunione ecumenica, vissuto insieme alle Chiese Evangeliche della città, con l’intervento della pastora Forella Gitana della Chiesa Evangelica Sabaoth. Al centro, il richiamo f del Vescovo: non passare oltre davanti alla sofferenza, ma fermarsi, farsi prossimo, prendersi cura dell’altro. Un compito che interpella ogni uomo e, in modo particolare, ogni cristiano.

Presenti ialla veglia l sindaco Terenziano Di Stefano, il presidente del Consiglio comunale Paola Giudice, il senatore Pietro Lorefice, i deputati regionali Nuccio Di Paola e Salvatore Scuvera, l’assessore Filippo Franzone e i consiglieri comunali Massimiliano Giorrannello e Rosario Faraci.

A condividere la preghiera anche don Vincenzo Cultraro, parroco della Chiesa Madre, don Michele Mattina, parroco di Sant’Antonio, e i Frati Cappuccini del Convento di Gela.

Ad animare la veglia con i canti, il coro del Gruppo Shalom del Rinnovamento nello Spirito della Parrocchia San Giacomo, che ha contribuito a creare un clima profondo di raccoglimento e partecipazione.

Tra i momenti più emozionanti, la lettura corale della preghiera per affidare al Signore le sofferenze, le attese e le speranze della città di Gela.



Come è stato ricordato durante la serata, la preghiera non vuole sostituirsi all’impegno delle istituzioni, ma accompagnarlo e sostenerlo, perché – è stato detto – davanti alla sofferenza e al bisogno di cura, nessuno può permettersi il peccato dell’indifferenza o dell’omissione.

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