L'acqua della Piana resta nelle dighe ferme
In Consiglio la mozione del Pd per sbloccarle
Le infrastrutture ci sono, l'acqua no. O meglio, non arriva dove serve. Lunedì prossimo il Consiglio comunale di Gela discuterà la mozione presentata dalla consigliera Maria Grazia Fasciana con il gruppo del Partito Democratico per chiedere all'Amministrazione di rinnovare e rafforzare alla Regione Siciliana i solleciti per rendere finalmente operative le dighe della Piana di Gela.
Un tema che non è tecnico, ma vitale. Riguarda il futuro dell'agricoltura gelese e di centinaia di imprenditori agricoli che da anni combattono con una crisi idrica diventata strutturale.
«Le infrastrutture ci sono, ma occorre intervenire affinché possano essere pienamente utilizzate e svolgere la loro funzione», è il cuore della mozione. Dighe costruite e mai messe a regime, collaudi infiniti, burocrazia che tiene in ostaggio una risorsa fondamentale.
Con l'atto, si chiede quindi al Comune di farsi parte attiva e pressante nei confronti di Palermo, affinché vengano messi in campo tutti gli interventi necessari per superare gli ostacoli ancora esistenti e garantire agli agricoltori la possibilità di lavorare e programmare il futuro.
«La crisi idrica non può essere affrontata con interventi emergenziali soltanto quando l'emergenza esplode. Servono attenzione, responsabilità e azioni concrete», si legge nella presentazione.
L'obiettivo, lunedì in Aula, sarà proprio questo: dare voce al comparto agricolo della Piana e strappare alle istituzioni regionali impegni concreti e tempi certi per sbloccare l'acqua che oggi resta chiusa dentro le dighe.
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