L'amministrazione e la sinistra smentiscono se stesse
Scontro sulla sanità,interviene Totò Incardona
Dopo quasi cinquanta giorni di gazebo davanti all’ospedale Vittorio Emanuele, le dichiarazioni della FP-CGIL provinciale fanno emergere una contraddizione politica che i gelesi hanno il diritto di conoscere. Lo dice l'ex assessore Totò Incardona.
Che aggiunge:" il sindaco Di Stefano protesta contro il Governo regionale e chiede più medici per Gela, anche attraverso trasferimenti temporanei da Caltanissetta.Adesso, però, è proprio la FP-CGIL provinciale a dire che non è accettabile sottrarre sistematicamente medici al Sant’Elia per destinarli al Vittorio Emanuele e a chiedere che venga verificata persino l’effettiva necessità di ulteriori unità nei turni del Pronto Soccorso di Gela.Non lo dice un partito di centrodestra. Non lo dice il Governo Schifani. Lo dice proprio la CGIL.
Ed è questo il punto politico.
Per settimane si è tentato di far passare un messaggio semplice: da una parte un’Amministrazione comunale che difende Gela, dall’altra una Regione sorda alle esigenze della città fatti raccontano una realtà molto più complessa.
Il Governo Schifani e l’assessore Marcello Caruso non sono rimasti immobili. L’assessore è venuto personalmente a Gela, ha incontrato l’Amministrazione e il management dell’ASP, ha ascoltato le richieste del territorio e ha assunto impegni che adesso, naturalmente, dovranno essere verificati e concretizzati.
E mentre il Governo regionale cerca soluzioni per reperire personale, è una componente della CGIL a mettere in discussione proprio il trasferimento dei medici verso Gela richiesto dal sindaco.
Allora delle due l’una.Se portare altri medici a Gela è indispensabile, perché la FP-CGIL provinciale contesta questa soluzione?
Se invece, come sostiene il sindacato, bisogna prima verificare l’effettiva necessità dei rinforzi e l’organizzazione interna del Vittorio Emanuele, allora il sindaco spieghi ai gelesi perché per quasi cinquanta giorni la questione è stata rappresentata politicamente in termini così diversi.Ancora più singolare è che la CGIL regionale abbia sostenuto la mobilitazione davanti all’ospedale mentre oggi dalla FP-CGIL provinciale arrivano valutazioni che mettono in discussione una delle soluzioni richieste dall’Amministrazione.
"È la sinistra che finisce per smentire la sinistra.E a questo punto una domanda politica è legittima: con le elezioni regionali del 2027 che si avvicinano, siamo ancora davanti a una protesta esclusivamente istituzionale oppure il gazebo sta assumendo sempre più i contorni di una lunga campagna politica contro il Governo regionale?I gelesi possono giudicare da soli.Noi diciamo soltanto che sulla salute bisogna avere serietà.I l Governo regionale deve mantenere gli impegni assunti e il centrodestra gelese deve continuare a lavorare affinché Gela abbia più medici, più servizi e un ospedale adeguato all’importanza della città.Ma difendere Gela non significa necessariamente attaccare ogni giorno la Regione. Significa ottenere risultati.Il presidente Schifani e l’assessore Caruso hanno dato disponibilità al confronto e stanno affrontando una carenza di personale che non riguarda soltanto Gela ma l’intero sistema sanitario provinciale.Il centrodestra continuerà quindi a chiedere al proprio Governo regionale risposte e risultati per Gela, senza sottrarsi alle proprie responsabilità.
Agli altri lasciamo gazebo, slogan e contraddizioni.Perché c’è un dato che oggi dovrebbe far riflettere tutti: a mettere in difficoltà la narrazione dell’Amministrazione Di Stefano non è il centrodestra. È la stessa CGIL sindacato storicamente di sinistra .E forse, dopo quasi cinquanta giorni, è arrivato il momento che l’amministrazione comunale spieghi ai gelesi dove finisce la battaglia per la sanità e dove comincia la battaglia politica in vista delle prossime elezioni regionali"- conclude Incardlna
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