L’appello delle mamme di Pantelleria a Mattarella: “Nascere nella nostra terra è un diritto”
Una situazione che costringe le future madri ad abbandonare l'isola, gli affetti e il lavoro con largo anticipo per partorire altrove.
PANTELLERIA (TRAPANI) – “Ogni bambino dovrebbe poter nascere nella terra che la sua famiglia chiama casa. Per una donna di Pantelleria, invece, questo diritto da anni non esiste più”. Inizia così la toccante lettera che le mamme, le famiglie e i cittadini dell’isola trapanese hanno indirizzato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere la riapertura del Punto Nascita.
Una situazione che costringe le future madri ad abbandonare l’isola, gli affetti e il lavoro con largo anticipo per partorire altrove. “Non è solo una questione sanitaria – spiegano nella missiva coordinata dalla referente Anna Pavia – è una sofferenza umana, familiare e psicologica. È l’angoscia che il mare e il maltempo possano impedire al padre o ai nonni di essere presenti nel momento della nascita”.
I cittadini sottolineano come la mancanza di presidi adeguati privi l’isola della propria identità e del proprio futuro: “Noi non chiediamo privilegi, chiediamo che anche chi vive su un’isola abbia gli stessi diritti di ogni altro cittadino italiano. Chiediamo che nessuna donna sia più costretta a trasformare il giorno della nascita di suo figlio in un viaggio imposto”.
L’accorato appello si chiude con una richiesta diretta al Capo dello Stato: “Signor Presidente, Le chiediamo di ascoltare il grido silenzioso di una comunità che desidera continuare a vedere nascere i propri figli nella propria terra. Ci aiuti a fare in modo che nascere qui non sia un privilegio, ma un diritto”.
– Foto Giovanna Ferlucci Cornado –
(ITALPRESS).
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