Le dimissioni e l’amarezza di Aurelio Lo Bianco

Le parole dell’ex ds: “Sono venute meno le condizioni indispensabili per sviluppare un progetto tecnico coerente con la mia idea di calcio”

14 luglio 2026 09:26
Le dimissioni e l’amarezza di Aurelio Lo Bianco -
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L’entusiasmo di qualche giorno fa sembra essere già un ricordo. Un cortocircuito che rischia di creare le basi per una spaccatura importante tra la società e l’ambiente. Le dimissioni di Aurelio Lo Bianco dalla carica di direttore sportivo del Gela calcio, ieri sera, hanno scosso la piazza e i tifosi che hanno riposto fiducia nel dirigente palermitano, specie dopo l’impegno condotto nella trattativa per le transazioni fondamentali ad appianare il debito sportivo ereditato dalla nuova proprietà.

Questa mattina è lo stesso Lo Bianco, sui social, a definire la sua posizione ed i motivi della scelta che ha agitato il sonno dei tifosi. «Con rammarico ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dall'incarico di direttore sportivo del Gela calcio, poiché sono venute meno le condizioni indispensabili per sviluppare un progetto tecnico coerente con la mia idea di calcio. Ritengo che la scelta dell'allenatore rappresenti un passaggio fondamentale nella costruzione di un percorso condiviso e, non avendo potuto prendervi parte, è venuto meno il presupposto principale del mio incarico».

In sostanza: l’ex diesse, com’è noto, puntava su Stefano Di Benedetto. La società, però, aveva scelto Fabio Comandatore. Solo giovedì scorso Lo Bianco veniva presentato alla stampa e ai tifosi, si parlava di grande sintonia e unità d’intenti: tutto svanito in pochi giorni alla luce della scelta più urgente e importante, quella del tecnico. La domanda che ci si pone è molto semplice: ma quando è stato definito il rinnovo del direttore sportivo, sono state definite anche tutte le modalità del suo raggio d’azione?

Le dimissioni di Lo Bianco oggi non si spiegano se non con un dietrofront della società rispetto agli accordi presi inizialmente. Di contro, è legittimo che una proprietà (specie se si è fatta recentemente carico di un progetto così oneroso) decida di esprimersi concretamente sulle più importanti questioni tecniche. Ogni cosa, però, andava definita prima: chi decide, come si rapporta, entro quali confini “può muoversi”.

Il fatto che il banco sia saltato dopo pochi giorni non è stato un bel segnale. «Ringrazio il Gela Calcio per l'opportunità, ma soprattutto i tifosi, che mi hanno accolto con entusiasmo e affetto. Porterò Gela e il suo popolo sempre nel cuore. Forza Gela»: pare che ieri, lasciando la città, Aurelio Lo Bianco abbia pianto. Lo sfogo di un uomo dispiaciuto per l’esito della vicenda, dal punto di vista professionale e anche umano.

Stamattina alle 10.30 il Gela terrà una conferenza stampa: ci si aspetta la presentazione del nuovo tecnico, Fabio Comandatore. Così come potrebbe esserci quella del nuovo diesse, e tutti gli indizi portano a Marco Cammarata. Ma la tifoseria si è da subito mostrata contraria a questa scelta. E quel clima di fiducia e ottimismo che aveva portato ai 400 abbonamenti, numero storico, oggi sembra molto fragile. Toccherà alla società guidata dal presidente Maurizio Melfa provare a ricomporlo subito.

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