L’onda verde arriva a Gela:parla il neo delegato locale di Confagricoltura

L'ex consigliere comunale del M5s Enzo Giudice è il nuovo delegato gelese di Confagricoltura. Un debutto in un settore che conosce dal di dentro ex non solo per i suoi studi ma anche per le attività...

A cura di Redazione Redazione
27 gennaio 2024 07:03
L’onda verde arriva a Gela:parla il neo delegato locale di Confagricoltura -
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L'ex consigliere comunale del M5s Enzo Giudice è il nuovo delegato gelese di Confagricoltura. Un debutto in un settore che conosce dal di dentro ex non solo per i suoi studi ma anche per le attività di famiglia, che è segnato da una forte protesta degli agricoltori che parte dal Nord Italia ed è arrivata in questi giorni pure a Gela. L'onda verde di Gela lega motivi europei e nazionali a quelli locali.

"Una protesta- dice Enzo Giudice - che si articola su tre livelli. Il più grave è quello europeo.L'Unione europea ci sta schiacciando costringendoci a non produrre quel grano e quei cereali che già importiamo per il 40% da Stati Uniti e Canada. Con i contributi negati i prezzi di gasolio ed anticrittogramici alle stelle , gli agricoltori non riescono ad andare avanti. La politica dell'UE è tutta contraria a chi lavora".

Secondo Giudice , dato che l'Italia fa ciò che dice l'Ue, è paradossalmente più conveniente rinunciare ai Puc e poter produrre grano senza, limitazione.

"Ci sono poi i problemi nazionali - aggiunge- e il più  grave è la filiera con un prodotto che costa 20 centesimi e arriva alla fine della filiera a 2 euro.Così il prodotto soffre nei mercati, si disincentivano gli acquisti e cala la produzione".

"A livello locale - continua - si aggiunge il problema dell'acqua per irrigare che non dovrebbe esistere in una piana come quella gelese che ebbe le prime dighe nel1565.Oggi piove pochissimo e l'acqua finisce a mare lo stesso ed è vergognosoLe norme europee  ci vogliono rendereschiavi dei potenti del mondo , quelle nazionali ci affamato e a livello locale siamo assetati.Peggio di così non si può andare. C'è da rivedere l'intero sistema se si vuole ancora mantenere in vita il comparto agricolo.Oggi si protesta contro sistemi che stanno paralizzando un settore intero.Non so quanto potrà durare la protesta.Posso dire che servono segnali concreti".

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