Maronati (Cinello) “La tecnologia strumento per valorizzare patrimonio artistico”
ROMA (ITALPRESS) – Portare l’arte nell’era digitale senza tradirne l’essenza. E’ questa la missione di Cinello, società benefit italiana che sta ridefinendo il rapporto tra patrimonio artistico e tecnologia, protagonista della decima puntata di “Power Tal
ROMA (ITALPRESS) – Portare l’arte nell’era digitale senza tradirne l’essenza. E’ questa la missione di Cinello, società benefit italiana che sta ridefinendo il rapporto tra patrimonio artistico e tecnologia, protagonista della decima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, il format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates. Nel corso dell’intervista con Jessica Nicolini, il senior manager Primo Maronati ha raccontato come la tecnologia possa diventare uno strumento per proteggere, valorizzare e diffondere il patrimonio artistico italiano nel mondo. Cinello nasce nel 2017 da un’intuizione di Franco Losi e John Blem: utilizzare il digitale non per sostituire l’arte, ma per renderla accessibile senza comprometterne autenticità e valore. Alla base del progetto c’è un brevetto internazionale che crea un legame univoco tra il file digitale dell’opera e il monitor che la riproduce. Nascono così le serigrafie digitali certificate, copie digitali in edizione limitata autorizzate direttamente dai musei. “Il digitale deve essere un sistema gestito, perchè se non è gestito non crea valore ma lo distrugge”, ha spiegato Maronati, ricordando gli effetti della pirateria nei settori dell’editoria e della musica. Per questo Cinello punta su autenticità, certificazione e controllo dell’opera digitale. “Le serigrafie vengono realizzate in soli nove esemplari, firmati e certificati dal direttore del museo proprietario dell’opera originale”, ha spiegato Maronati. La qualità visiva è tale da riprodurre perfino dettagli e pennellate, grazie anche alle cornici artigianali realizzate da maestri fiorentini. Il progetto ha già portato capolavori italiani in diverse città del mondo. A Gedda è stata organizzata una mostra dedicata alle macchine volanti di Leonardo da Vinci custodite dalla Pinacoteca Ambrosiana. A New York sono state esposte opere che sarebbe impossibile riunire fisicamente nella stessa sala. A Londra, invece, il direttore di Brera Angelo Crespi ha presentato la versione digitale dello “Sposalizio della Vergine”, troppo fragile per lasciare il museo. Ma le serigrafie digitali vengono utilizzate anche durante restauri o prestiti delle opere originali, evitando che i visitatori trovino spazi vuoti nei musei. “Emblematico il caso della “Canestra di frutta” di Caravaggio all’Ambrosiana – ha detto – la versione digitale è stata esposta senza che molti visitatori si accorgessero della differenza”. E, oltre all’aspetto culturale, il progetto genera anche nuove risorse economiche per i musei. “Il 50% dei ricavi ottenuti da mostre, prestiti e vendite viene infatti restituito alle istituzioni museali – ha ricordato -. Finora Cinello ha già trasferito oltre 300 mila euro ai musei italiani”. Nel 2023 il Ministero della Cultura ha riconosciuto ufficialmente le serigrafie digitali attraverso uno specifico decreto, segnando un ulteriore passo verso il riconoscimento di questa nuova forma di fruizione artistica. L’obiettivo di Cinello ora è guardare sempre più all’estero, collaborando con musei internazionali e aziende interessate a utilizzare l’arte italiana come strumento di comunicazione culturale globale. “Il nostro patrimonio artistico è il petrolio dell’Italia – ha concluso Maronati -. Grazie alla tecnologia possiamo diffonderlo nel mondo e allo stesso tempo creare nuove opportunità economiche per i musei”.
– Foto Italpress –
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