Mazzarino, FDI attacca Faraci: Amministrazione fallimentare

I dirigenti del partito replicano all'ex sindaco dopo la sfiducia e propongono un tavolo del centrodestra per rilanciare la città.

A cura di Redazione Redazione
04 agosto 2026 10:00
Mazzarino, FDI attacca Faraci: Amministrazione fallimentare -
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MAZZARINO. Un invito alle segreterie provinciali e ai movimenti civici per far ripartire la città dopo il fallimento dell'amministrazione Faraci. Riceviamo e pubblichiamo l'analisi e la proposta di rilancio politico avanzata dai dirigenti mazzarinesi di Fratelli d'Italia.

Con la nomina del commissario straordinario, dott.ssa Cinzia Chirieleison, si pone fine dopo due anni ad una ingloriosa pagina della storia politica di Mazzarino, caratterizzata da esasperate conflittualità e continue polemiche.

Siamo stati facili profeti nel prevedere la repentina implosione della coalizione “Ripartiamo Mazzarino – Faraci Sindaco”, da noi definita un “mostro a due teste” per via di storie personali e politiche passate segnate da forti contrasti. Alle prossime elezioni amministrative il mastice delle coalizioni dovrà essere un programma politico condiviso: i semplici cartelli elettorali finalizzati solo alla vittoria risultano quasi sempre fallimentari.

Merita una precisazione la dichiarazione del Sindaco Faraci in merito al presunto silenzio dei partiti, in particolare di Fratelli d’Italia. Ci sorprende che non abbia ricordato anche il silenzio della Lega, partito molto vicino alla sua amministrazione. Come dirigenti di FDI siamo stati sempre attivi e presenti sui problemi della città: le critiche di inerzia politica sono assolutamente inaccettabili.

Ripetutamente abbiamo manifestato perplessità sulla tenuta della coalizione. All'indomani dell'azzeramento della giunta del marzo 2025, avevamo indicato le dimissioni negoziate come via d'uscita indolore per evitare lo stallo e il lungo commissariamento. Purtroppo abbiamo predicato nel deserto, inascoltati anche su temi cruciali come l'emergenza idrica, lo schema del bilancio riequilibrato e la rottamazione delle entrate comunali. I tardivi richiami al senso di responsabilità di alcuni raggruppamenti, in primis “Sud chiama Nord”, e le dimissioni del Sindaco a poche ore dalla mozione di sfiducia appaiono solo come maldestri tentativi di mantenere il potere.

Bisogna inoltre smontare la narrazione che vede l’ex Sindaco Faraci come vittima di un sistema poiché personaggio "antisistema". La deontologia politica avrebbe chiesto coerenza con immediate dimissioni all’indomani della crisi, anziché ostinarsi a governare con un evidente deficit di mandato democratico. Risulta incomprensibile la sua affermazione sul paradosso di mandare a casa un sindaco che gode del consenso della maggioranza: il vero paradosso è stato continuare a governare senza avere né la maggioranza dei voti dei cittadini, né quella politica in consiglio comunale.

Per la seconda volta un Sindaco viene sfiduciato a Mazzarino. Nel 1999 toccò al Sindaco Longone di Alleanza Nazionale, e il primo firmatario di quella mozione fu proprio il consigliere Mimmo Faraci, che all'epoca la ritenne uno “strumento democratico”. Esistono tuttavia sostanziali diversità: Longone venne eletto con il 52% dei voti e fu sfiduciato dall'opposizione; Faraci è stato eletto col 40% ed è stato sfiduciato sostanzialmente dalla sua stessa maggioranza. Solo la sfiducia al Sindaco Longone rappresentò un vulnus della volontà popolare.

L’agenda politica della futura amministrazione non potrà prescindere dal reale superamento del dissesto finanziario, dalla definizione del piano urbanistico generale e dalla valorizzazione del territorio. Guardiamo primariamente ad un centrodestra aperto ai movimenti civici, maturo e coeso, capace di enfatizzare la capacità progettuale per una proposta seria.

Considerata l’attuale controversa situazione politica locale, riteniamo opportuno il coinvolgimento delle segreterie provinciali – da Fratelli d’Italia a Forza Italia, dalla Lega all’MPA, da Noi Moderati alla Democrazia Cristiana – per una riunione da tenersi a Mazzarino subito dopo la pausa estiva, insieme ai movimenti civici che condividono questo progetto di rilancio.

I dirigenti F.D.I.:
Salvatore Battaglia, Giuseppe Calì, Rosario Lo Bartolo, Fabrizio Marotta

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