Mazzarino, il teatro Bartolotta ipotecato
Il gruppo di MazzarinoLab: “Il risultato della gestione allegra del Comune e di una classe dirigente che dal 2008 non paga i debiti”
«Due cartelle esattoriali della somma di 2.360.262,15€ notificate al Comune di Mazzarino e il Teatro Bartolotta ipotecato. Questo è il risultato della gestione allegra del Comune e di una classe dirigente che dal 2008 non paga i debiti»: lo scrive in una nota il gruppo MazzarinoLab.
«L’ipoteca iscritta dall’Agenzia delle Entrate sul Teatro Bartolotta non è una fatalità, né un evento improvviso - prosegue la nota -. È l’atto finale di anni di cattiva amministrazione, omissioni e irresponsabilità politica. Le cartelle esattoriali parlano chiaro: sanzioni per omissioni ed evasione nel versamento di contributi previdenziali, con debiti accumulati dal 2021, ma che affondano le loro radici in una gestione che dal 2008 non ha mai affrontato seriamente il problema dei debiti
«La verità è semplice e scomoda: la colpa è di un Comune gestito come peggio non so poteva e di una classe dirigente che da oltre quindici anni non paga, rinvia, scarica responsabilità e lascia macerie. Debiti su debiti, amministrazione dopo amministrazione, senza mai una reale assunzione di responsabilità.
«E oggi il conto viene presentato non ai responsabili, ma alla città intera. Le domande sono precise e non possono più restare senza risposta: Queste somme erano state indicate nel passivo dall’Organismo Straordinario di Liquidazione? Se sì, perché il Comune non ha mai proceduto a una liquidazione parziale o a un concordato fiscale, come previsto dalla legge? Chi doveva vigilare e non l’ha fatto? La Corte dei Conti era informata di questa situazione?».
Secondo i portavoce di MazzarinoLab «l’ipoteca sul Teatro Bartolotta rappresenta un fatto gravissimo: un bene pubblico, simbolo culturale e identitario, viene messo a rischio per colpe esclusivamente politiche e amministrative. Non si tratta di un errore tecnico. Non si tratta di burocrazia. Si tratta di una catena di decisioni sbagliate e di non-decisioni, che hanno portato a questo punto. Oggi il rischio concreto è uno solo: perdere per sempre il Teatro Bartolotta, aprendo la strada a operazioni opache o a una svendita mascherata. La città ha diritto di sapere. Ha diritto a nomi, atti, date e responsabilità. Chi ha governato dal 2008 ad oggi deve rispondere pubblicamente. La città cade a pezzi e richia di perdere pezzi della sua storia, il Teatro Bartolotta non può pagare il prezzo dell’incapacità e del silenzio di una classe dirigente che ha fallito. Il tempo delle giustificazioni è finito. Ora - conclude la nota - servono verità, atti concreti e responsabilità».
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