Momento educativo di Agesci Gela 4 al porto rifugio

Ripulito uno spazio nella zona del circolo velico

A cura di Redazione Redazione
28 marzo 2026 13:23
Momento educativo di Agesci Gela 4 al porto rifugio -
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Il gruppo AGESCI Gela 4 continua a trasformare il servizio in un’esperienza educativa capace di lasciare il segno, ben oltre la semplice pulizia di uno spazio. Nei giorni scorsi, gli scout del reparto nautico, ragazzi tra i 12 i i 16 anni, sono intervenuti nell’area del circolo velico, a ridosso del porto rifugio, restituendo dignità a uno spazio segnato da incuria e abbandono. Tra sabbia e rifiuti, ciò che emerge non è solo il lavoro svolto, ma il significato profondo di un gesto: scegliere di esserci, prendersi responsabilità, agire per il bene comune. L'Agesci Gela 4 sta puntando a valorizzare soprattutto tra i giovani la risorsa mare; dal mare dicono i capi scout può arrivare una via di sviluppo per questo territorio.

Purtroppo emerge un contrato evidente, da una parte ci sono giovani cittadini che, con pazienza e spirito di servizio, ripuliscono un’area frequentata; dall’altra, chi la utilizza come luogo di ritrovo lasciando dietro di sé rifiuti e degrado.

In questo solco si inserisce con forza il richiamo dell’enciclica Laudato si', che invita a una “ecologia integrale”, dove ambiente e relazioni umane sono profondamente connessi.

Il gruppo AGESCI Gela 4 non è nuovo a queste iniziative. Solo qualche giorno fa gli scout erano stati impegnati nella riqualificazione di una ringhiera sul lungomare, restituendo sicurezza e decoro a un altro spazio pubblico. Piccoli interventi, certo, ma capaci di generare un impatto educativo significativo.

Dietro queste attività c’è una comunità educante fatta di capi scout, famiglie e territorio, che non vuole rassegnarsi ma cerca in tutti modi di rappresentare scenari civici nuovi. In un contesto segnato da difficoltà economiche e occupazionali, soprattutto per i giovani, educare alla cura del territorio significa anche seminare futuro. Gela, tra sacchi di rifiuti raccolti e mani sporche di vernice, c’è una generazione che sta imparando — concretamente — che il cambiamento è possibile. Un gesto alla volta.

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