Morte del tredicenne Angelo Giovane: confermata condanna
Appello conferma i 2 anni al 25enne per l'incidente del 2020 in via Recanati. Era senza patente
Gela, morte di Angelo È stata confermata dalla Corte d’Appello la sentenza del Tribunale di Gela che condannava il 25enne V.T. a due anni di reclusione, pena sospesa, per la morte del 13enne Angelo Giovane, avvenuta il 10 giugno 2020.
Un dramma che aveva scosso la città. L’incidente avvenne in via Recanati. Secondo quanto ricostruito, V.T., mentre procedeva in moto facendo un’impennata, tentò di superare Angelo che viaggiava nella stessa direzione in bicicletta. Nel compiere la manovra, lo urtò con il gomito. Il ragazzino cadde rovinosamente sull’asfalto riportando ferite fatali.
Accanto alla famiglia, fin dall’inizio, Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nella tutela dei familiari delle vittime della strada, che ha seguito passo dopo passo il procedimento penale insieme all’avvocato fiduciario Liuzzo.
«Perdere un figlio di 13 anni è una tragedia che nessuna sentenza potrà mai compensare – spiega Diego Ferraro, di Giesse – Abbiamo cercato di stare accanto alla famiglia, affinché la sua richiesta di giustizia fosse sostenuta in ogni fase».
«Questa vicenda richiama l’attenzione sulla gravità di comportamenti che non possono essere considerati semplici imprudenze – aggiunge – Effettuare un’impennata senza patente e senza assicurazione significa esporre sé stessi e gli altri a rischi gravissimi. La sicurezza stradale non è una formalità burocratica, ma un dovere verso sé stessi e verso gli altri».
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