Mpa:”il carcere non deve essere una discarica sociale”
Il Movimento per l'autonomia, in testa Raffaele Lombardo, aderisce all'iniziativa di Nessuno tocchi Caino che accompagna il digiuno di Rita Bernardini per sollecitare un provvedimento d’urgenza del G...
Il Movimento per l'autonomia, in testa Raffaele Lombardo, aderisce all'iniziativa di Nessuno tocchi Caino che accompagna il digiuno di Rita Bernardini per sollecitare un provvedimento d’urgenza del Governo sulla grave situazione in cui versano le persone detenute nelle carceri italiane e per coloro che ci lavorano come la polizia penitenziaria.
Dall’inizio dell’anno, sono infatti 20 i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita da inizio anno. L’iniziativa nonviolenta di Bernardini, e di tutti coloro che si sono uniti a staffetta al digiuno, è rivolta a dare voce e corpo a chi in prigione continua ad essere solo un numero. Cittadini detenuti così disperati da scegliere la morte perché privati dell’attenzione necessaria nel percorso di reinserimento previsto dalla Costituzione. Anche gli autonomisti sollecitano un intervento del governo nazionale per correggere un vulnus insopportabile.
"Il carcere non deve essere una discarica sociale. Servono educatori, psicologi, occorre non abbandonare le persone ristrette perché in carcere entrano gli uomini, non i reati. Uscire morti dalla restrizione é una sconfitta per la convivenza civile", dichiara Sabrina Renna, autonomista, componente del consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino.
"Anche il nostro partito é in prima linea a difesa dell'articolo 27 della costituzione. Serve rispettare lo stato di diritto. Sergio d'Elia, Elisabetta Zamparutti, Rita Bernardini conducono una battaglia imprescindibile sulla giustizia che ho apprezzato e continuo ad apprezzare perché nutrimento del nostro patto sociale democratico".
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