Museo Giardino di Santa Rosalia a Palermo, conclusi i lavori propedeutici / Video

L'area del Museo Giardino, che sorge proprio alle spalle di Palazzo Branciforte, restituisce uno spazio gravato da decenni di abbandono e incuria

A cura di Italpress Italpress
04 settembre 2026 18:30
Museo Giardino di Santa Rosalia a Palermo, conclusi i lavori propedeutici / Video -
Condividi

PALERMO (ITALPRESS) – Da spazio di degrado a nuovo polmone verde del centro storico: nel giorno dei festeggiamenti per l’onomastico della Santuzza, il Museo Giardino di Santa Rosalia è pronto a rinascere, sotto la spinta congiunta della Fondazione Sicilia e delle istituzioni del territorio.

La conclusione della parte propedeutica alla realizzazione del progetto è stata portata avanti dallo studio Mario Cucinella Architects (Mca) e i risultati sono stati illustrati questa mattina a Palazzo Branciforte, sede della Fondazione: presenti in rappresentanza di quest’ultima la presidente Maria Concetta Di Natale e il presidente emerito Raffaele Bonsignore; con loro lo stesso Cucinella, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta.

L’area del Museo Giardino, che sorge proprio alle spalle di Palazzo Branciforte, restituisce uno spazio gravato da decenni di abbandono e incuria: gli sforzi della Fondazione Sicilia e la sinergia con Regione, Comune e Soprintendenza ai Beni culturali hanno fatto in modo che la struttura nei prossimi anni possa essere restituita alla cittadinanza, diventando un polo culturale destinato ad accogliere le esposizioni temporanee di Palazzo Branciforte, in modo da ampliare l’offerta complessiva della Fondazione Sicilia.

“Finalmente siamo riusciti a raggiungere tappe fondamentali: il permesso del Comune e per costruire e l’avvio dei carotaggi prima e degli scavi dopo – sottolinea Di Natale, – Abbiamo quindi adempiuto alle fasi propedeutiche ad avere dalla soprintendenza il permesso per costruire: attendiamo tuttora questo passaggio per dare il via ai lavori di demolizione e in seguito di costruzione di quest’edificio dedicato a Santa Rosalia. Noi abbiamo già qui il Monte dei Pegni intitolato alla Santuzza: ora vogliamo dedicarle questo Museo Giardino e legare ulteriormente due palazzi, uno modernissimo e uno appartenente alla storia della nostra città”.

La realizzazione del progetto del Museo Giardino, secondo Bonsignore, è stata possibile “grazie alla cooperazione tra istituzioni: abbiamo collaborato con Regione, Comune e Soprintendenza ai Beni culturali. Questo progetto è la prova che se privato e pubblico lavorano in simbiosi si ottiene qualcosa: la Regione ha deciso di rendere disponibile un bene indisponibile, questo alcuni anni fa ha consentito alla Fondazione Sicilia di comprarlo. All’inizio non era possibile realizzare questo progetto, perché il regolamento comunale non consentiva la realizzazione di nuovi edifici in centro storico: con grande maturità politica il Consiglio comunale, all’unanimità, ha accolto la possibilità di dare questa concessione in deroga al Piano regolatore. È nato quindi un ulteriore accordo tra Comune e Fondazione Sicilia, che ha portato oggi a questo risultato: la Soprintendenza ha operato con il dovuto controllo, in un’ottica non di vincoli ma di fare”.

Per Carta “si tratta di un vero e proprio intervento di rigenerazione urbana, non solo di un importante ampliamento delle capacità espositive di Palazzo Branciforte. Non ci fermiamo al valore dell’opera, ma ne estendiamo effetti, impatti e relazioni all’area circostante: oggi sono stati completati lavori importanti di indagine, che ci permettono di capire se questo progetto potrà essere arricchito da ulteriori elementi che potranno mettere in luce e valorizzare i preziosi reperti archeologici attualmente sotto la verifica della Soprintendenza. È stata la prima delibera in cui amministrazione e Consiglio comunale hanno infranto quel tabù che presidiava il restauro del centro storico, identificando solo l’identità e non l’innovazione: è un progetto a cui tutti teniamo, di altissima qualità, perché permetterà di capire che il metodo è questo. Sarà inoltre possibile ampliare lo spazio pubblico di questo quartiere: è un progetto urbanistico ancor prima che architettonico”.

https://video.italpress.com/storage/news/video/2026/9/956217fdb52e7f34c2f0d2d46f0a76154391e2d9.mp4

Per quanto riguarda le tempistiche di completamento della progettazione, aggiunge l’assessore, “confido, vista la qualità del progetto e la responsabilità della Fondazione Sicilia, che possano essere rapide: in questo momento dobbiamo necessariamente rispettare i tempi della verifica, anche per capire se non possa esserci altro per arricchire il progetto. Io non vedo l’indagine archeologica come un ostacolo: trovare evidenze archeologiche che possano diventare parte del progetto è importante. Pertanto da un lato i tempi rapidi sono necessari e inevitabili, dall’altro i tempi giusti ci vogliono perché stiamo trattando materiale prezioso”.

Il ripristino del Museo Giardino, secondo Cucinella, risponde a due diverse esigenze di Palermo: “In parte conservare il centro storico era una politica assolutamente necessaria, in parte però erano rimaste zone incompiute e abbandonate che meritano, anche per la storia di questa città, di essere inserite nell’architettura contemporanea: mi sembra che questo sia un punto di inizio per far capire che questa è bella, utile e aggiunge valore alla città. Abbiamo superato le normative preesistenti e c’è stata molta collaborazione da parte degli uffici comunali: muoversi dentro il centro storico non è facile perché c’è un Piano regolatore datatissimo, ma siamo allineati verso l’idea di una cooperazione tra istituzioni. Con le indagini effettuate su richiesta della Soprintendenza abbiamo definito tutto, tra qualche giorno si vedrà il risultato di questo sforzo collettivo”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 04 settembre 2026

Segui Il Gazzettino di Gela